«Serve una svolta alla Pilkington»

La vertenza di San Salvo, appello di Laudazi: basta promesse, bisogna lottare
SAN SALVO . «La politica e i rappresentanti del nostro territorio nelle istituzioni (sindaci, consiglieri e assessori regionali, deputati e senatori), non si accontentino di promesse ma scendano effettivamente in campo prima che sia tardi». A chiederlo è il consigliere Edmondo Laudazi, esponente de Il Nuovo Faro. Esprimendo la preoccupazione di molte aziende dell’indotto e di centinaia di famiglie vastesi legate alla Pilkington, Laudazi invoca un colpo di reni per evitare che lo stabilimento di San Salvo venga progressivamente dismesso e svalorizzato. «Gli svantaggi», dice, «rispetto ai concorrenti che risulterebbero favoriti con le principali case auto in Europa sarebbero tanti». Non mancano poi nuove critiche ai sindacati: «La politica è distratta ma i sindacati aziendali, evidentemente, non sono attenti nella valutazione delle decisioni strategiche del management. Si avverte forte il bisogno di aria e di persone nuove e motivate. La verità è che negli ultimi dieci anni si sono visti pochissimi investimenti in prodotti e tecnologie e solo un grande spolvero di ammortizzatori sociali e di solidarietà tra operai per una gestione compassionevole e complice della agonia aziendale che pare si vorrebbe trascinare avanti, senza sussulti. Mai avremmo creduto che si potesse arrivare tanto silenziosamente in basso e che si potesse progettare solo di restare un braccio obsoleto e ingombrante di un operatore internazionale mondiale, di cui si rischia di diventare un problema: senza logistica, senza vendite e senza ricerca e sviluppo, le aziende non possono vivere». (p.c.)

