«Servizi e policlinico, così non va bene»

14 Agosto 2016

Cerulli e Masi all’incontro in Regione: «Tante criticità di cui non si parla e l’ospedale funziona poco»

CHIETI. È la sanità dalla doppia faccia. Da una parte le valutazioni positive sul raggiungimento della soglia di adempienza dei Livelli essenziali di assistenza (Lea), dall’altra l’indice di soddisfazione dell’utenza che cala a picco. Aldo Cerulli, segretario regionale di Cittadinanzattiva, e Mauro Masi, responsabile del Tribunale del malato di Chieti, non hanno dubbi su quale sia la faccia più rispondente alla realtà e lo hanno detto, senza mezzi termini, al presidente della Commissione regionale sulla sanità Mario Olivieri. Il consigliere ha ricevuto tutti i rappresentanti abruzzesi del Tribunale del malato e delle associazioni che hanno a che fare con la sanità.

Cerulli parte definendo il Piano di riqualificazione del servizio sanitario «fragile e inutile». E per capirlo basterebbe esaminarne le azioni prioritarie. La lista non fa sconti: Adi che cala, lungodegenza extraospedaliera solo per chi può «permettersela», la continuità assistenziale h 24 «una chimera», le barelle in corridoio all’ordine del giorno, la rete di emergenza-urgenza non all’altezza, e, infine, i problemi di bilancio. Poi ci sono «le vere criticità di cui non si vuol parlare». Anche in questo caso l’elenco di Cerulli è durissimo: «Nessun intervento efficace per contrastare i ricoveri impropri, spesso conseguenza di una non accurata attività territoriale attraverso cure a domicilio e Adi», macchinari vecchi, oppure rotti o utilizzati poco, «assenza di protocolli sanitari specifici per malattie cronicizzate», mancanza di una geriatria e lungodegenza «che si rispetti» e altro.

Per quanto riguarda l’ospedale teatino, aggiunge Masi, «dal parcheggio all’obitorio, sono davvero poche le cose che funzionano. Solo la dedizione di medici e personale sanitario riesce spesso a mettere una toppa sulle tantissime criticità del policlinico teatino. Restano, però, le barelle in corsia, i problemi del Laboratorio analisi, ambulatori che non hanno sede idonea, le carenze della farmacia ospedaliera, le lunghe liste d’attesa e via dicendo». (a.i.)