«Servizi sociali, la giunta non paga»
Guardiagrele. Il gruppo di opposizione: operatori senza stipendio per i ritardi
GUARDIAGRELE. «Il Comune non paga i servizi sociali, le cooperative hanno crediti ingenti e rischiano di non poter pagare gli operatori». La denuncia arriva dal gruppo consigliare “Guardiagrele il bene in comune” dopo alcune segnalazioni ricevute. «Ci sono ritardi nei pagamenti», precisa il gruppo di centrosinistra, «mentre il sindaco Donatello Di Prinzio e la sua vice Flora Bianco, sfoggiano buonismo e vicinanza alle ragioni delle persone più fragili. È quindi, quantomeno fastidioso leggere la morale sulla necessità di aiutare chi è in difficoltà, quando poi è la stessa amministrazione comunale a determinare incertezze, se non addirittura problemi, a chi, come gli operatori sociali, deve occuparsi di questi nostri concittadini più in difficoltà».
Il gruppo ricorda che qualche tempo fa fu il sindacato a denunciare il ritardo nel pagamento degli stipendi degli operatori sociali, ma l'allarme non fu ascoltato. «Basta dire», sottolinea il gruppo, «che negli ultimi pagamenti al Consorzio Parsifal, che si occupa di assistenza domiciliare agli anziani e disabili, risalgono all'inizio di ottobre, ma si riferiscono alle mensilità da gennaio ad aprile 2023». Il gruppo, si riferisce a una determina di liquidazione di 148.000 euro, adottata lo scorso 9 ottobre. «Non abbiamo traccia di altre liquidazioni», aggiunge il gruppo, «e ne deduciamo che da maggio queste cooperative non vengono pagate e parliamo di servizi dell'Ambito sociale, per il Comune di Guardiagrele e per gli altri 11 comuni del distretto sociale: una somma che certamente non è inferiore a 150.000 euro».
Il gruppo evidenzia che su questo fatto intende andare avanti con l'intenzione di fare in modo che chi lavora venga pagato senza ritardo. «Chi amministra», conclude il gruppo, «deve assumersi le responsabilità e risolvere i problemi, anziché crearli. La responsabilità è totalmente della giunta Di Prinzio che, ancora una volta, dimostra la incapacità nella gestione dei conti pubblici, questa volta con danno a carico di chi, a chiacchiere, essi dicono di voler proteggere».
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