Servizio trasporto malati La Croce Rossa si appella

27 Luglio 2014

La Asl smentisce di aver perso, ma i ricorrenti insistono: l’affidamento per 3 anni non è legittimo, dal 1° gennaio la Cri dovrà partecipare a una gara d’appalto

VASTO. Servizio trasporto malati in ambulanza: la Croce rossa si appella al Consiglio di Stato e la Asl non solo rimarca che il servizio resta valido ma ritiene che la sentenza del Tar abbia stabilito la piena validità della convenzione stipulata in via diretta e senza gara con la Croce rossa fino al 31 dicembre 2014. Ma è proprio su questo punto che l'avvocato Pierpaolo Andreoni insiste. «La Asl aveva affidato il servizio alla Croce rossa per tre anni. Ora invece il 1° gennaio 2015 la Croce rossa dovrà partecipare ad un bando di gara», ripete il legale. L'argomento resta al centro di dibattiti e discussioni. Un altro punto sul quale la Asl smentisce i ricorrenti è il passaggio della Cri da ente pubblico e ente privato.

«La Cri al momento è un ente avente personalità di diritto pubblico ed è errata l'informazione data dai media secondo la quale dal 1° gennaio scorso lo status della Croce rossa locale era già divenuto privato come è accaduto altrove. Questa modifica in sede locale avverrà il 1° gennaio 2015 come hanno stabilito i giudici amministrativi accogliendo l'interpretazione dei legali della Asl. Solo dopo di allora la Cri dovrà partecipare ad un bando pubblico».

In sostanza si tratta di illegittimità parziale. La Asl quindi ritiene di non avere affatto perso la battaglia e di avere agito correttamente.

Dal punto di vista dei ricorrenti non è così e preparano le nuove mosse. Intanto però la Croce rossa non sta certo a guardare. L'ente ha deciso di ricorrere al Consiglio di Stato e per farlo si è affidata all'avvocato Angela Pennetta. Il legale già ieri ha acquisito una nutrita documentazione e si prepara a dar battaglia ai colleghi, Pierpaolo Andreoni, legale della Protezione civile Valtrigno e Maurizio Mililli avvocato della società Cooperativa Sociale europea soccorso onlus.

«Intanto intendo chiedere la sospensiva dopo di che ci sono diversi passaggi che intendo confutare», conferma l'avvocato Pennetta preferendo per il momento non sbilanciarsi. Di sicuro la sentenza del Tar, che secondo alcuni metteva fine al travagliato contenzioso, in realtà è solo una puntata di una vicenda che si preannuncia ricca di colpi di scena.

Paola Calvano

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