Servono 25 milioni per la diga di Chiauci

29 Gennaio 2016

Amministratori e tecnici riuniti da D’Alfonso a Pescara: progetto unico da inserire nel Masterplan per il finanziamento

VASTO. Venticinque milioni di euro, 15 all’Abruzzo e dieci al Molise. È la somma che il governatore Luciano D’Alfonso e il collega del Molise, Paolo Di Laura Frattura, cercheranno di ottenere nell’ambito del Masterplan per ultimare la diga di Chiauci, un’opera iniziata trenta anni fa e costata fino ad oggi 120 milioni di euro. Per raggiungere l’obiettivo il presidente della giunta regionale abruzzese ha convocato un summit a Pescara, ieri pomeriggio. Nella sede dell’Arap, D’Alfonso ha riunito tutti gli attori coinvolti nel completamento del faraonico impianto, autorità ed esperti, con un unico obiettivo: superare gli ostacoli di natura tecnica e burocratica, adeguare i progetti cantierabili alle richieste del Registro navale dighe di Napoli, eliminare le criticità, riunire tutto in un unico percorso valido e che possa rientrare nel Masterplan. È la condizione indispensabile per riuscire ad ottenere l’ultima tranche di finanziamenti, ultimare l’invaso di Chiauci e servire finalmente due regioni. «Un passaggio importante quello di D’Alfonso, che apprezzo e grazie al quale già dalla prossima estate potremmo finalmente avere acqua a sufficienza», commenta a margine della riunione il sindaco di San Salvo, Tiziana Magnacca, fra gli amministratori che più si sono battuti per portare la diga al traguardo. Sindaci, amministratori ed esperti ieri hanno verificato e individuato gli interventi da programmare per il completamento dei lavori della diga. D’Alfonso, in conclusione, ha aggiornato il tavolo al prossimo 20 febbraio.

Progettato al termine degli anni Cinquanta per soddisfare la domanda di consumi idrici per usi potabili, irrigui, industriali e idroelettrici della vallata del Trigno, il complesso infrastrutturale della diga di Chiauci fu riprogettato nel 1985 (e finanziato con i fondi della ex Cassa del Mezzogiorno), tenendo conto dei risultati di un’approfondita indagine geologica. La prima fase dei lavori fu ultimata nel 1997.Una seconda fase nel 2011. Solo allora, dopo 25 anni di attesa, le paratie dell’invaso vennero abbassate e la diga iniziò a fornire acqua al Vastese e al Molise. Nel 2013 l’ispezione del Registro dighe di Napoli promosse l’impianto. Non fu così nel 2015. Ora si riparte. Dopo 30 anni e 30 milioni di euro ottenuti dal Cipe, più altri sette derivanti dal Piano irriguo nazionale, l’impianto entro il prossimo anno potrebbe finalmente essere ultimato grazie ad altri 25 milioni di euro. Nel suo breve passaggio al Consorzio di bonifica, l’ex commissario Giampiero Leombroni ha valutato attentamente la questione riferendola nei dettagli a D’Alfonso. È anche grazie a lui se la struttura riparte. All’incontro di ieri pomeriggio hanno partecipato, tra gli altri, il gocernatore del Molise, il vice presidente della giunta regionale, Giovanni Lolli, il vice sindaco del Comune di Chiauci, i sindaci di Vasto, Luciano Lapenna e San Salvo, Magnacca, il commissario dell’Arap Leombroni, l’attuale commissario del Consorzio di Bonifica sud, Rodolfo Mastrangelo, il direttore regionale del Dipartimento Opere pubbliche e politiche di sviluppo rurale, Vittorio Di Biase. Tutti si ritroveranno il 20 febbraio per fare il punto di quanto è già stato sistemato e di quello che serve ancora. Una cosa è certa, mai come in questa occasione sono tutti d’accordo: la diga deve essere ultimata.

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