Sesso con le cinesi nella casa in affitto

12 Gennaio 2016

La Finanza scopre l’appartamento degli incontri a pagamento indagando sulla contraffazione di marchi famosi

LANCIANO. Una casa di appuntamento gestita da cinesi è stata scoperta in città. L’operazione parte 500 chilometri più a nord di Lanciano, a Padova, dove la guardia di finanza, alla ricerca di merce contraffatta, si imbatte in un giro di prostituzione. Che dal Veneto ha diramazioni anche a Lanciano, Isernia e Bari. Qui sono state scoperte altrettante case di appuntamento gestite, appunto, da cinesi. Dalla contraffazione alla prostituzione. È questa l’ultima scoperta fatta dalle fiamme gialle, coordinate dalla Procura di Padova.

Partendo dal sequestro di capi di abbigliamento contraffatto a cinque commercianti di origine cinese, ha scoperto tre case di appuntamento in giro per l’Italia, una anche in Frentania. Tutte sono riconducibili a un soggetto di origini cinesi, titolare di una ditta operante del Padovano. Le indagini sono partite da una delle tante attività svolte a contrasto della commercializzazione di prodotti con marchio contraffatto e non sicuri, che ha portato al sequestro di oltre 1.200 articoli di abbigliamento recanti il marchio registrato “Please” e “Imperial”. Il sequestro ha interessato cinque imprese di Padova, di cui quattro all’interno del Centro Ingrosso Cina (Cic), vera e propria cittadella commerciale nella zona industriale della città veneta.

I militari non si sono, però, fermati ai cinque grossisti cinesi controllati ma, grazie all’analisi dei pochi documenti reperiti, hanno individuato l’intera filiera di produzione e commercializzazione, sino ad arrivare a Roma, Napoli, Bari, Isernia, Lanciano e Cassino. In ognuna di queste sedi X.Y., cittadino cinese di 44 anni, residente a Napoli e titolare di una delle quattro ditte dislocate nel Cic, è risultato intestatario del contratto di locazione di un immobile. A questo punto sono scattate le perquisizioni, delegate dalla Procura, in tutti gli immobili individuati.

In tre dei sei appartamenti perquisiti, tra cui quello di Lanciano, i finanzieri hanno trovato, con loro grande sorpresa, altrettante case di appuntamento gestite da cinesi che sfruttavano e facevano prostituire giovani connazionali, clandestine in Italia. Le attività di indagine hanno confermato la responsabilità di X.Y, residente in Italia da oltre sei anni, risultato in possesso di regolare permesso di soggiorno ma gravato da numerosi precedenti di polizia in materia di contraffazione dei marchi. L’uomo è stato denunciato a piede libero per il reato contraffazione di marchi nonché per sfruttamento della prostituzione. Le ragazze cinesi, invece, sono state segnalate in quanto clandestine.

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