Sette colpi di pistola contro un’auto

Spari all’alba da un veicolo in corsa: nel mirino la macchina intestata a una barista, si indaga su un regolamento di conti
SAN SALVO. Sette colpi d’arma da fuoco in sequenza e poi lo sgommare di un’auto. Alba di fuoco a San Salvo. I residenti di viale Duca degli Abruzzi e via Delle Viole alle 4,30 sono stati svegliati di soprassalto da un inquietante tiro a segno contro un’Alfa 156 parcheggiata in strada. L’auto, intestata a una barista ma spesso in uso a un 28enne, è stata crivellata sulla fiancata destra. Per i carabinieri, intervenuti pochi minuti dopo sul posto, si tratta di un messaggio veicolato con sette proiettili. Chi ha sparato ha voluto punire o spaventare la vittima e al tempo stesso avvertirla. Chi e perché ha sparato al momento è un mistero. «Stiamo indagando per questo», dice il comandante della compagnia dei carabinieri di Vasto, il maggiore Amedeo Consales. L’ufficiale ha ascoltato il proprietario dell’Alfa ma quest’ultimo assicura di non sapere chi possa aver deciso di colpirlo. Gli investigatori sospettano il contrario. A coordinare le indagini è il sostituto procuratore Michele Pecoraro. I carabinieri hanno raccolto sul posto i sette bossoli sparati da un’auto in corsa. Sembra non ci siano testimoni. Il metodo usato però fa paura. La caccia all’uomo armato che ha sparato è concentrata in paese. San Salvo purtroppo non è nuova a conflitti a fuoco. Il 10 aprile 2015 venne gambizzato un albanese che si trovava al bar Evelin, in via della Vecchia Stazione, nelle vicinanze della stazione. Presto i presunti responsabili compariranno davanti ai giudici del tribunale di Vasto. Sempre a San Salvo, nell’estate 2017, venne gambizzato un buttafuori. Neppure Vasto da qualche tempo è immune dagli attacchi armati della criminalità. Il Vastese ha paura, le rassicurazioni non bastano più. I fatti raccontano altro.
Il consigliere regionale del M5S, Pietro Smargiassi, è tornato a chiedere la convocazione di una riunione dell’Osservatorio della legalità. Smargiassi, in veste di vice presidente dell’Osservatorio, ritiene indispensabile la riunione alla luce «dei recenti fatti criminosi che hanno colpito il territorio: la rapina a Cupello in pieno giorno, il tentativo di furto al Cup di Vasto, gli episodi di spaccio e la sparatoria di ieri a San Salvo. L’Osservatorio, che ha nella legge attuativa e nel suo disciplinare regole ben precise», spiega Smargiassi, «si sarebbe dovuto riunire già a giugno nella sua seconda seduta vista l’escalation di crimini connotati da particolare violenza ai danni dei malcapitati cittadini, ritengo improrogabile una nuova riunione e, come deliberato nella prima seduta, si dovrebbe invitare il prefetto. Occorre dare un segnale anche da parte della politica», conclude Smargiassi, «il territorio ha bisogno di chi si assume la responsabilità di supportare le forze dell’ordine, che non finiremo mai di ringraziare il lavoro svolto con efficacia e tempi brevissimi».
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