Sevel, 219 casi in un anno ma nessun focolaio
Nella fabbrica del Ducato sanificazioni e distanziamento: così i contagi tra i dipendenti sono limitati
ATESSA. Sono stati 219 gli operai Sevel risultati positivi dal primo lockdown di marzo 2020 ad oggi. I numeri risultano dal bollettino che quotidianamente l'azienda fornisce ai rappresentanti sindacali che compongono il comitato Covid appositamente creato dall’inizio della pandemia. Ma nel piccolo esercito di contagiati (su un totale di oltre 6mila dipendenti) vanno calcolati anche i lavoratori che nel frattempo si sono negativizzati. Attualmente si “viaggia” con una media di 1-2 contagiati ogni paio di giorni. Negli ultimi venti giorni sono stati circa 30 i dipendenti risultati positivi a cui vanno aggiunti circa 14 dipendenti che lavorano in ditte esterne allo stabilimento dei furgoni commerciali leggeri. Ma secondo il comitato Covid la Sevel tiene. Non solo dal punto di vista della produzione, visto che il 2020, annus horribilis del Covid e del conseguente lockdown di primavera, si è chiuso con una produzione di circa 254mila veicoli, nonostante i 40 giorni lavorativi di fermo produttivo a seguito delle restrizioni governative. Ma anche sul fronte del protocollo anti contagio. In Sevel finora non è mai stato registrato alcun focolaio. I dipendenti contagiati continuano ad essere dislocati in postazioni diverse che di volta in volta vengono sanificate. I contagi avverrebbero, secondo il sistema di tracciamento adottato nello stabilimento, o all’interno dei nuclei famigliari o tramite contatti ravvicinati con persone positive, oppure a seguito dei viaggi di più dipendenti all’interno della stessa auto. Le sanificazioni avvengono regolarmente come da protocollo siglato ormai ad inizio pandemia e che è stato adottato prima in Sevel e preso ad esempio da tutte le fabbriche del gruppo Stellantis.
Diversi disagi vengono invece registrati negli ultimi giorni dai dipendenti riguardo le mascherine fornite dai due stabilimenti del gruppo Stellantis di Mirafiori e Pratola Serra: i dispositivi di sicurezza sarebbero enormi e molto scomodi a causa di elastici molto stretti che schiacciano la mascherina sul viso. Il comitato Covid farà presente all’azienda il problema. (d.d.l.)

