Sevel, ancora cassa integrazione

12 Gennaio 2020

Atessa. Operaio morto, macchinario sequestrato: altri 7 giorni di produzione ridotta

ATESSA. Ancora una settimana di cassa integrazione in Sevel in seguito al sequestro del macchinario della Ute 1 di Lastratura interessato dall’incidente mortale del giovane manutentore Cristian Terilli. Lo ha comunicato la direzione aziendale in seguito alla riunione, ieri mattina, del comitato esecutivo delle Rsa (rappresentanti sindacali dei lavoratori). Le modalità saranno le stesse di quelle impiegate nella settimana appena trascorsa che ha previsto il ricorso alla cassa integrazione ordinaria (Cigo) fino ad oggi. La produzione dei furgoni commerciali leggeri scende da 1.200 furgoni al giorno a circa 850-950 veicoli. Ad essere interessate dalla cassa integrazione, che scatta da domani fino a domenica 19 compresa, sono le aree produttive di lastratura e verniciatura su tre turni, mentre per il reparto montaggio il provvedimento riguarda solo il terzo turno. È stata fatta tornare nelle fabbriche di provenienza la gran parte dei circa 200 trasfertisti presenti in fabbrica. Secondo voci di stabilimento, la situazione di stallo potrebbe prolungarsi fino a un’altra settimana, dato che al momento non vengono registrate novità sull’inchiesta e che il macchinario che concorre alla produzione delle fiancate sinistre dei veicoli cosiddetti “corti” resta ancora sotto sequestro. L’inchiesta è coordinata dalla Procura di Lanciano: sei le persone iscritte, come atto dovuto, nel registro degli indagati per omicidio colposo. Si tratta dei responsabili aziendali e della sicurezza di Fca, Comau, società del gruppo che si occupa di impiantistica tecnologica e robotica, e Sinergia, ditta che aveva in subappalto l’intervento di manutenzione straordinario in Sevel e di cui Terilli era dipendente. (d.d.l.)
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