Sevel, ancora cassa integrazione per 500

L’azienda ha fatto richiesta per l’ammortizzatore sociale dal 15 al 30 giugno, la produzione è in calo
ATESSA. Ancora cassa integrazione per Sevel, che ha fatto richiesta dell’ammortizzatore sociale specifico per gli effetti da Covid 19 dal 15 al 30 giugno prossimi. La decisione è stata comunicata ieri sera dalla direzione aziendale alle rsa di Fim, Uilm, Fismic, Uglm, Aqcf e Fiom. Lo stabilimento deve procedere alla sospensione dell’attività lavorativa parziale per due settimane a giugno per adeguare i flussi produttivi «alla temporanea situazione determinatasi a seguito dell'emergenza Covid». L’adeguamento potrebbe significare che nello stabilimento dei veicoli commerciali leggeri dei marchi Fca e Psa (Peugeot-Citroen) si è di fronte a un calo produttivo. Già nelle scorse settimane la direzione aziendale aveva deciso un nuovo mix produttivo con un incremento della produzione dei veicoli Fiat rispetto a quelli francesi (65% e 35%) per via del lockdown francese ancora in atto. Per il periodo di cassa integrazione saranno quindi interessati dalla sospensione 500 lavoratori (480 operai e 20 impiegati). Per i lavoratori cosiddetti fragili l’azienda adotterà la cassa integrazione dietro presentazione di certificato medico. L'azienda ha precisato che tale situazione rimarrà come previsto dal recente decreto governativo e cioè fino al 31 luglio 2020. (d.d.l.)

