Sevel, arrivano i rinforzi per il periodo delle ferie

15 Maggio 2019

Atessa, la direzione aziendale annuncia l’ingresso di 50 lavoratori da Termoli  Maxi furgoni in Polonia, i sindacati tornano a lanciare l’allarme: è preoccupante 

ATESSA. Si è svolta lunedì pomeriggio la riunione del comitato esecutivo delle rsa Sevel convocata per alcune comunicazioni aziendali tra cui l'ingresso, dal 27 maggio e fino al 5 ottobre, di 50 lavoratori in distacco dal Plant di Termoli, per far fronte alle ferie a scorrimento. La direzione aziendale ha comunicato inoltre che oltre ai 450 dipendenti interinali entrati in fabbrica nell’ultimo periodo, sempre per far fronte alle ferie a scorrimento, nelle prossime settimane ci saranno ulteriori ingressi. Affrontata di passaggio anche la questione che sta terrorizzando la Val di Sangro in queste ore, con il partner di Fca in Sevel, il gruppo francese Psa (Peugeot-Citroen con le acquisizioni recenti di Opel e Vauxhall) che ha annunciato di voler produrre dal 2021 100mila furgoni di grandi dimensioni in Polonia. «Come avevamo detto noi dell'Ugl fin dall'inizio», commenta Antonio D'Alonzo, segretario provinciale Ugl, «la direzione ha confermato che non ci sarà alcuna delocalizzazione: i furgoni da produrre in Polonia sono un surplus rispetto a quanto già si realizza in Sevel. Piuttosto le vere emergenze sono altre, come la viabilità a pezzi nel comprensorio e i grossi disagi che i pendolari ancora devono subire. Mancano le infrastrutture portanti di un'area vocata all'industria: l'appello di Marchionne del 2013 è rimasto completamente ignorato». D'Alonzo auspica un incontro urgente con l'assessore regionale alle attività produttive, Mauro Febbo, per discutere della decisione di Psa e di come rendere più competitivo il territorio. «La scelta industriale di Psa», interviene Nicola Manzi, segretario di Uilm Chieti-Pescara, «fa perdere a Sevel il monopolio in Europa per la produzione di furgoni commerciali. Di fatto c'è uno stabilimento con capacità produttiva di 100mila furgoni che si sta attrezzando a fare ciò che si fa già in Val di Sangro. Se i volumi produttivi di Sevel scenderanno cosa potrebbe accadere? La preoccupazione c'è e riguarda proprio la concorrenza che il partner di una joint venture di quasi 40 anni sta facendo all'altro nello stesso bacino commerciale di riferimento». E i timori aumentano se si pensa che Psa, al contrario di Fca, non ha mai realmente investito nello stabilimento di Atessa e che quella joint-venture che doveva durare fino al 2027 è stata accorciata al 2023. Intanto il Pd provinciale chiede risposte immediate a Governo e Regione affinché non si verifichi un «nuovo caso Honeywell. Non assisteremo inermi alla delocalizzazione della Sevel, avvieremo una forte azione di attenzione istituzionale e politica sulla vicenda».