«Sevel continua a crescere È la ditta migliore di Fca»

8 Novembre 2018

Il segretario nazionale Fim Cisl Uliano fa il punto sul piano industriale dell’ex Fiat «Il nuovo Ducato potrebbe slittare al 2020, il modello attuale è ancora un successo» 

LANCIANO. È Sevel l’unica azienda della galassia Fca (Fiat-Chrysler) in Italia, che fa segnare risultati positivi. Uno stabilimento modello per produttività, qualità della manodopera e appeal del prodotto che continua a macinare record su record. A fare il punto sul piano industriale Fiat, sulle ricadute su Sevel e su altri stabilimenti del territorio è stato ieri il segretario nazionale Fim Cisl Ferdinando Uliano intervenuto ieri a Fossacesia al Consiglio generale Fim Cisl Abruzzo e Molise. «Secondo i dati di settembre», spiega Uliano, «Sevel è l’unico stabilimento che sta crescendo, gli altri stanno segnando un rallentamento sulle produzioni per la prima volta rispetto al trend di crescita registrato dal 2012». E si parlerà quindi anche di Sevel nel primo incontro dei sindacati con i vertici Fca dell’era post-Marchionne il prossimo 29 novembre. Il nuovo modello di Ducato, dati i risultati del veicolo che era stato rivisitato nel 2014 con un investimento annunciato dallo stesso Marchionne di 700 milioni di euro, potrebbe infatti slittare al 2020 e non uscire nel 2019 come previsto. «Discuteremo delle prospettive e degli investimenti su un modello che ha dimostrato e dimostra ancora molto interesse da parte del mercato», ha sottolineato Uliano, «e insisteremo su una questione ormai da tempo aperta su Sevel: la stabilizzazione dei contratti. Abbiamo sempre sostenuto che a un incremento produttivo deve corrispondere anche un aumento delle assunzioni e stabilizzazioni dei contratti. Nell’ultimo anno in Sevel sono stati stabilizzati oltre 200 dipendenti, ma è una questione importante questa da affrontare anche alla luce del decreto dignità». E in questi giorni partirà la piattaforma sindacale per il rinnovo del contratto collettivo specifico Fiat. «Abbiamo chiesto l’aumento della paga base del 10%», ha riferito il segretario Fim Abruzzo e Molise, Domenico Bologna, «speriamo di portare il risultato a casa anche alla luce dei successi di Sevel, anche se ci preoccupa il rallentamento degli altri stabilimenti». E si attendono a breve novità su Honeywell, lo stabilimento dei turbocompressori che, dopo aver delocalizzato la produzione in Slovacchia, si trova nella fase delicata di una reindustrializzazione seguita da vicino anche dal Governo tramite il ministero dello Sviluppo economico. «Stiamo sollecitando la definizione della proposta della Emarc», ha concluso Uliano, «che ci sembra la migliore in termini di tempistica e di reimpiego della forza operaia. Attendiamo risposte conclusive da parte del gruppo Honeywell, l’impegno era che entro la fine del mese di ottobre si sarebbe arrivati alla chiusura del cerchio, ma stiamo slittando di qualche giorno. La questione tempi è fondamentale».
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