Sevel, dopo 6 anni torna la Fiom

Seimila lavoratori votano i rappresentanti della sicurezza, prova del nove per il sindacato di Landini
ATESSA. Sono chiamati al voto oggi e domani gli oltre 6mila dipendenti della Sevel per eleggere i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (rls). I seggi sono aperti 24 ore su 24 e sono stati dislocati uno nel reparto di lastratura e uno in quello del montaggio. Ci sarà inoltre un seggio aperto per poche ore nelle officine più distanti di finizione e verniciatura in modo che i dipendenti di quel reparto possano votare senza spostarsi troppo dal posto di lavoro. Tutti sono chiamati al voto, dipendenti e impiegati. Ma ad attirare l'attenzione su queste elezioni è in particolare la presenza, assieme alle altre, della lista della Fiom, il sindacato dei metalmeccanici della Cgil che mancava alle urne da sei anni. É stato il 2009 infatti l'ultimo anno in cui il sindacato di Maurizio Landini aveva potuto competere alla scelta dei rappresentanti sindacali (all'epoca si votava per le rsu, rappresentanze sindacali unitarie, e per le rls). Nelle due tornate successive la Fiom non aveva più potuto partecipare al voto perché non aveva firmato il contratto collettivo specifico di Fiat dopo l'uscita della stessa da Confindustria. La Fiom è potuta rientrare nello stabilimento Sevel, il più grande d'Europa per la costruzione di veicoli commerciali leggeri, per effetto di una sentenza del tribunale di Lanciano del 2012 e di una successiva della Corte Costituzionale che aveva confermato la condotta anti sindacale della Fiat. Il sindacato negli ultimi due anni ha quindi potuto nominare i propri rappresentanti sindacali aziendali (oggi rsa e non più rsu), ma non partecipare alle competizioni elettorali. Inoltre il voto sulle rls, che vengono scelte tra le rsa, è possibile perché il tema della sicurezza sul lavoro è materia legislativa e non contrattuale. Di qui il clima di tensione e altissima attenzione di questi giorni. Questo voto è a tutti gli effetti una cartina al tornasole per testare il grado di malcontento all'interno della Sevel, una fabbrica che si trova in piena ascesa a livello produttivo e di richiesta di giornate di lavoro straordinario (sono state annunciate anche 200 future nuove assunzioni), ma che dal punto di vista dei ritmi e dei carichi di lavoro ha spesso subito il malumore dei suoi dipendenti, espresso anche da un alto tasso di assenteismo e di assenze per malattia.
Allo stesso tempo anche la Fiom si trova a verificare il gradimento della propria politica sindacale dopo anni di assenza perfino dalle bacheche di stabilimento. Il sindacato di Landini da qualche tempo in Val di Sangro aveva subito qualche scossone interno. A testimoniarlo anche la bassissima affluenza agli ultimi scioperi indetti nelle giornate di straordinario.

