Sevel, Fiom e Usb scioperano per otto ore

1 Giugno 2019

ATESSA. È sciopero oggi in Sevel, fabbrica che impiega circa 7mila dipendenti per la realizzazione di furgoni commerciali leggeri. Ad esortare i lavoratori ad incrociare le braccia sono i sindacati...

ATESSA. È sciopero oggi in Sevel, fabbrica che impiega circa 7mila dipendenti per la realizzazione di furgoni commerciali leggeri. Ad esortare i lavoratori ad incrociare le braccia sono i sindacati Fiom e Usb. La Fiom ha proclamato lo sciopero di 8 ore dalle 14,15 alle 22,15, mentre l'Usb aveva già indetto lo sciopero nei giorni di turno straordinario sabato e domenica 25 e 26 maggio e oggi nel turno di straordinario del pomeriggio.
Alla base delle proteste i problemi che da sempre affliggerebbero lo stabilimento: aumento dei carichi di lavoro, turnazioni, utilizzo degli straordinari e la recente offerta di Fca al gruppo Renault di diventare soci paritari al 50%. «Mentre si sta decidendo il futuro dell’auto in Italia, senza che il governo dica una parola», si legge in un volantino Fiom, «i lavoratori Sevel sono chiamati a continuare a fare sacrifici senza conoscere il loro futuro. In mancanza di un reale piano industriale che veda la realizzazione del nuovo furgone tutto va avanti, anche nel silenzio dei firmatari del contratto Fiat, senza affrontare la situazione delle saturazioni, senza costruire percorsi che trasformino i “weekendisti” (contratti a termine part-time, ndc) in full-time, senza un controllo reale dello stabilimento. Nonostante ciò, i lavoratori a tempo indeterminato, i “weekendisti”, gli interinali continuano a sacrificarsi rendendo sempre più competitiva l’azienda».
La Fiom contesta quindi all’azienda «l’assenza di un piano d’investimenti sul nuovo Ducato e l’incognita sulla futura fusione. L’azienda», prosegue il sindacato, «dà l’impressione che si stia raschiando il barile fino a maturazione definitiva del furgone oggi prodotto. La Sevel continua ad ignorare le nostre richieste d’incontro volte a conoscere quale sarà il futuro dei lavoratori Sevel in termini occupazionali e produttivi. Mentre non affronta questa discussione continua a chiedere gli straordinari anche sul sabato pomeriggio». Anche Usb rimarca «la necessità di un confronto» e porta l’attenzione sulla «riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario: la nostra proposta di passare a 4 turni da 6 ore dal lunedì al venerdì ed un turno da 6 ore al sabato mattino è realistica». (d.d.l.)
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