Sevel, il 40% degli operai sceglie i 700 euro di bonus

11 Maggio 2017

Atessa. Per l’azienda è alta l’adesione dei lavoratori al “Conto welfare” Somme da utilizzare per buoni spesa e assistenza. Ma la Fiom contesta il dato

ATESSA. È stata del 40% l’adesione dei dipendenti Sevel al Conto Welfare, l’iniziativa nata da un accordo tra azienda e sindacati che offre l’opportunità di utilizzare l’importo dell’incentivo di produttività (fino a un tetto massimo di 700-800 euro in base ai diversi inquadramenti professionali) in beni e servizi, con un incremento del reddito disponibile del 25% invece che sotto forma di salario. Ad annunciarlo è la stessa Fca (Fiat-Chrysler) che festeggia «un risultato che va oltre il dato medio ottenuto in esperienze analoghe, dove l’adesione media si è attestata intorno al 30% dei dipendenti».
E Sevel è tra gli stabilimenti dove si sono registrate le maggiori adesioni. Il primo in assoluto è Cassino con quasi il 60% della forza operaia che ha scelto la formula di pagamento che va dai buoni spesa, controlli medici, buoni carburante, fino ad abbonamenti per la palestra, biglietti per il cinema, ma anche spese per la scuola (libri di testo, mense, gite scolastiche, dagli asili nido alle università), badanti, corsi di lingua e di informatica, mostre.
Con un incentivo di 700 euro lordi, ad esempio, il dipendente Sevel, così come tutti i 66.500 dipendenti Fca in Italia (circa 26.500 hanno aderito al Conto Welfare), ha potuto scegliere di partecipare al programma con la possibilità di utilizzare i 700 euro netti con l’aggiunta del 5% a carico dell’azienda, per un totale di 735 euro da spendere in beni e servizi welfare per sé o per la famiglia. L'’ncentivo sotto forma di salario è pari, invece, a circa 570 euro netti in busta paga a seguito dell’applicazione della tassazione del 10% prevista per i premi di risultato e dedotti i contributi.
Ma per la Fiom i dati da prendere in considerazione sono diversi da quanto annunciato dall’azienda. «Non sono bastate le centinaia di ore di assemblee, di colloqui individuali, di volantini, gli esperti, i pressanti colloqui, le ore di permessi, la carta e i soldi spesi per convincere le lavoratrici e i lavoratori», si legge nel volantino della Fiom nazionale, «la stragrande maggioranza ha scelto la retribuzione in busta paga del premio visto che si calcola il 35% di adesioni di media. Il welfare è una opportunità di scelta in capo al lavoratore data dalla legislazione vigente sulla detassazione. Compito del sindacato non è “vendere” un prodotto ma mettere i lavoratori nella condizione di poter scegliere liberamente sulla base dei loro interessi e di quanto previsto dalle norme. Questo abbiamo fatto come Fiom: il risultato ha dimostrato che i lavoratori con intelligenza decidono con la loro testa».
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