Sevel, l’allarme di Europa verde

20 Febbraio 2023

Preoccupano i continui fermi e i licenziamenti, chiesto l’intervento della Regione

LANCIANO. I problemi occupazionale e i continui fermi all’ex Sevel in Val di Sangro preoccupano il circolo Europa verde frentania che interviene con una lunga nota, firmata da Rita Aruffo e Stefano Luciani, in cui chiede alla Regione un cambio di rotta.
Europa verde frentania denuncia «segnali non confortanti soprattutto da parte di Stellantis, che fin da subito, attraverso la voce del suo amministratore delegato Tavares, ha parlato di costi proibitivi per la produzione negli stabilimenti italiani». Il riferimento è ai mancati rinnovi di circa 450 contratti di somministrazione sia a tempo indeterminato sia a termine; ai 150 lavoratori mandati a casa alla Trigano Van; ai 50 licenziamenti alla San Marco e alla Compi, che ha chiuso i battenti a giugno 2022, mandando a casa gli ultimi 50 lavoratori. In totale, a giugno 2022, erano circa 1500 gli occupati persi, «un numero considerevole e preoccupante per il futuro delle famiglie frentane», dicono Aruffo e Luciani, chiedendo «che si prendano le opportune iniziative e decisioni politiche, in considerazione anche degli allarmanti dati rilevati per il 2022 che ci dicono che l’occupazione in Abruzzo subisce un vero e proprio tracollo». «La regione Abruzzo», chiosano, «è all’ultimo posto della graduatoria nazionale. Cresce la disoccupazione, mentre diminuisce in quasi tutte le altre regioni».
Critiche, da parte di Europa verde frentania, agli accordi con la Polonia, «dove viene avviato uno stabilimento “gemello” di quello di Atessa per la produzione di veicoli leggeri, che dalla sua nascita, secondo fonti sindacali, non ha avuto problemi, o quasi, di approvvigionamento come quelli avuti nello stabilimento abruzzese. Inoltre Stellantis ha preso accordi anche con l’Algeria per l’apertura di uno stabilimento di produzione, che sembrerebbe anch’esso destinato alla produzione di veicoli commerciali leggeri. Intanto il sito produttivo francese ex Sevel Nord diviene Stellantis Hordain e, grazie ad una serie di cospicui investimenti, oggi è uno stabilimento all’avanguardia per la produzione di veicoli commerciali leggeri a idrogeno ed elettrici, oltre che ai “tradizionali” termici».
«Un quadro che riteniamo estremamente allarmante», conclude la nota, «e che pare ignorato dall’attuale governo della Regione, che dal canto suo non mette in campo serie iniziative per un cambio di rotta».
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