Sevel, le centraline non arrivano: salta il turno extra di domani

ATESSA. Dovrà essere riprogrammato ancora lo straordinario Sevel previsto per domani che doveva servire a copertura del turno perso lo scorso 7 febbraio. La giornata di lavoro extra salta a causa...
ATESSA. Dovrà essere riprogrammato ancora lo straordinario Sevel previsto per domani che doveva servire a copertura del turno perso lo scorso 7 febbraio. La giornata di lavoro extra salta a causa della mancanza di centraline, l'ennesimo stop dovuto a cause esterne all'organizzazione del lavoro in Sevel e che da mesi sta interessando la fornitura della componentistica. I ritardi nella consegna dei pezzi necessari alla costruzione di veicoli commerciali leggeri risentono della crisi mondiale nel mercato dei microchip e della situazione sanitaria legata al Covid. Le aziende della fornitura, ma anche quelle di subfornitura, si trovano a dover gestire assenze e ritardi nella consegna dei materiali.
Intanto la Fiom provinciale interviene sulle accuse di allarmismo provenute da una parte del comitato esecutivo Sevel (le rsa Uilm). «Da quando abbiamo appreso la notizia della realizzazione di uno stabilimento gemello a Gliwice e da quando è avvenuta la fusione tra Fca e Psa», rimarca il segretario provinciale Fiom, Alfredo Fegatelli, «abbiamo iniziato ad analizzare le situazioni e ci siamo posti degli interrogativi sul futuro della Sevel e dell’indotto. Crediamo che un sindacato debba studiare, conoscere, porre delle domande e se necessario sollevare dubbi. Queste azioni si rendono necessarie con il fine di evitare che si inneschino percorsi di crisi. A differenza dei “non allarmisti” in questi due anni siamo stati gli unici a fare assemblee con i lavoratori per spiegare i nostri dubbi e capire i loro umori. Siamo convinti che se non esiste un piano certo di investimenti per la Sevel, ciò significa che si aprirà un percorso che metterà in difficoltà i lavoratori. Dopo esserci posti la domanda su come convincere Stellantis ad investire nel nostro territorio», prosegue il segretario Fiom, «abbiamo capito che il nuovo gruppo ha la necessità di avere un sistema di forniture efficienti. Per questo abbiamo chiesto alla Regione Abruzzo di attivare un accordo di programma che preveda un percorso che consenta alle imprese dell’indotto di poter fare degli investimenti per modernizzare i propri impianti, così come riteniamo fondamentale finanziare la formazione che consenta ai lavoratori di formarsi per approcciarsi alle nuove tecnologie. Come Fiom continueremo a sollevare il problema dell’assetto societario di Stellantis che, a differenza dello stato francese, penalizza la nostra nazione».
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