Sevel, nuovo allarme dei sindacati: «A rischio altri 250 operai precari»

1 Dicembre 2021

LANCIANO . Sarebbero a rischio altri 250 lavoratori precari in Sevel. Lo sostengono le segreterie interregionali di Abruzzo e Molise Nidil, Felsa e Uiltemp, che intervengono a seguito della...

LANCIANO . Sarebbero a rischio altri 250 lavoratori precari in Sevel. Lo sostengono le segreterie interregionali di Abruzzo e Molise Nidil, Felsa e Uiltemp, che intervengono a seguito della comunicazione da parte della direzione aziendale Sevel, per la mancata conferma di 190 dipendenti in staff leasing, ovvero lavoratori non alle dipendenze dirette dell’azienda ma con contratto da agenzia interinale. La situazione si è determinata a causa della crisi dei materiali di subfornitura, in particolare microchip e semiconduttori. «Quello che temevamo sta avvenendo: nel completo disinteresse della politica regionale, altri 190 lavoratori in staff leasing saranno lasciati a casa e si aggiungono ai 300 già usciti alla fine di settembre. E, purtroppo, riteniamo che altri 250 rimasti seguiranno la stessa sorte entro la fine dell’anno», lanciano l’allarme le sigle sindacali. «Inoltre è importante non sottovalutare le ricadute pesanti, in termini occupazionali, che le scelte industriali di Stellantis avranno sulle aziende dell’indotto nelle quali sono occupati più di mille lavoratori in somministrazione che producono componenti per Sevel. Riteniamo che questa scelta unilaterale di Stellantis, gruppo del quale fa parte Sevel, per l’Abruzzo rischia di provocare più danni di quelli provocati dalla pandemia».
I sindacati chiedono l’istituzione di un tavolo di crisi di settore regionale e nazionale «con il coinvolgimento di tutte le istituzioni interessate a difesa dell’occupazione dei lavoratori somministrati di questa provincia e di tutta la regione». Un forte appello per il rischio della tenuta occupazionale della Val di Sangro e dell’intera regione, è poi esteso al presidente della Regione Marco Marsilio e all’assessore alle attività produttive Pietro Quaresimale, per la convocazione urgente del tavolo di crisi. Il tutto «coinvolgendo le organizzazioni sindacali Nidil Cgil, Felsa Cisl e Uiltemp Uil, per trovare soluzioni al fine di garantire il mantenimento dei posti di lavoro ed evitare un problema sociale, per i lavoratori somministrati della Val di Sangro, usando tutti gli strumenti sia contrattuali che legislativi, ordinari e straordinari, a disposizione».
«Come sindacati», concludono infine le parti sociali, «siamo pronti a fare la nostra parte e non ci rassegniamo all’idea che i primi a pagare queste decisioni unilaterali siano i lavoratori in somministrazione, che per la loro condizione sono la parte più debole del processo produttivo». (d.d.l.)
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