Sevel, recuperi dopo la neve: Fiom sciopera

Atessa. Cgil dice no ai turni extra e nella domenica elettorale. Protestano anche Usb e Slai Cobas
ATESSA. È sciopero in Sevel, oggi e domani, in contrasto con la decisione della direzione aziendale di programmare i recuperi produttivi dopo il fermo forzato a causa del maltempo e della chiusura al traffico, da parte della prefettura, dei mezzi pesanti su tutte le strade e autostrade della provincia. Ad indire la protesta sono la Fiom, che ha programmato 8 ore di sciopero sia oggi che domani, e l’Unione sindacale di base che protesta per tutte e due le giornate. Nei giorni scorsi anche lo Slai Cobas provinciale ha annunciato lo sciopero per oggi nel turno di recupero che va dalle 5,45 alle 14,15 e per domani dalle 22,15 alle 5,45 di lunedì. Il fermo produttivo forzato è costato alla Sevel la mancata produzione di 1.600 furgoni commerciali in un periodo di massima resa produttiva che ha già visto il ricorso, solo per febbraio, a cinque giornate di lavoro straordinario. Rispetto al record di 292.813 veicoli realizzati nel 2017, il nuovo anno dovrebbe concludersi con un’ulteriore impennata di richieste. «Passa il tempo e le cattive abitudini restano», stigmatizza il segretario provinciale della Fiom Davide Labbrozzi, «accade una qualsiasi cosa e i lavoratori della Sevel vengono chiamati a pagare. Ad ogni inconveniente, ad ogni piccolo inciampo produttivo, i lavoratori devono rispondere con nuovi sacrifici. La nevicata di questi giorni, con una risposta preventiva che le istituzioni hanno dato e che noi consideriamo assolutamente esagerata, ha scatenato un fermo produttivo che ora dovrà essere recuperato di sabato e domenica. Non possiamo accettare che per qualche millimetro di neve si fermi il sistema, non possiamo sopportare che per un insignificante evento meteorologico ci si ritrovi a casa con l’obbligo a dover poi recuperare di sabato e domenica. Alle istituzioni», prosegue Labbrozzi, «chiediamo maggiore impegno per la gestione e non per il fermo preventivo dei mezzi pesanti. Alla Sevel, invece, chiediamo l’utilizzo degli ammortizzatori sociali che in questo caso avrebbero permesso di non dover recuperare una giornata di fermo, determinata dalle inefficienze del sistema. La Fiom esprime la sua massima contrarietà, come avvenuto in passato, al sabato e alla domenica quali giorni di recupero. Assurdo, poi, pretendere un impegno straordinario nel momento in cui tante persone saranno impegnate ai seggi elettorali». «La prospettiva è quella di dover assistere anche per il 2018», interviene l’Usb, «ad un abuso di lavoro straordinario: è impensabile imporre nuovi recuperi produttivi». (d.d.l.)
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