Sevel, sale l’assenteismo A casa 9 operai su cento

Atessa, riunione della direzione aziendale con le Rsu sull’utilizzo dei lavoratori Lo scorso anno il dato al 5-6%, già due punti in più della media delle aziende Fiat
ATESSA. Sale ancora l’assenteismo in Sevel, fabbrica del Ducato Fiat che, tuttavia, in questo periodo continua a produrre a ritmi incoraggianti e che si appresta a fare altre tre giornate di straordinario nel mese di febbraio dopo le tre già trascorse a gennaio. Ieri mattina, nella riunione della direzione aziendale con le Rsu per la comunicazione di legge del numero di lavoratori “somministrati” utilizzati nel 2014, è emerso che le assenze per malattia, 104 e altri permessi garantiti dalla legge, sono arrivate a quota 9%. Un dato preoccupante se si considera che nello stesso periodo dello scorso anno l’azienda aveva registrato il dato del 5-6% che pure era considerato altissimo e che supera di circa due punti percentuali quello medio delle assenze negli altri stabilimenti italiani della Fiat.
Le assunzioni. La comunicazione sull’assenteismo troppo alto, che tuttavia potrebbe risentire del picco d’influenza di questi giorni, è arrivata assieme a quella sulle assunzioni: per il momento la Sevel non intende impiegare nuovo personale. Restano confermati solo i 50 interinali divenuti Cat (contratti a termine). I dipendenti totali nello stabilimento di contrada Saletti sarebbero inoltre scesi a circa 6mila dipendenti rispetto ai 6.200 di qualche anno fa.
La produzione. Restano alti, invece, i livelli di produzione. La conferma che il furgone Fiat sia ancora molto richiesto sul mercato è data anche dalla programmazione di altre tre giornate di turni straordinari, la prima delle quali è prevista già da sabato prossimo (le altre sono sabato 14, turno A e domenica 22 febbraio, turno C). Secondo voci non confermate nel corso del 2015 il numero dei veicoli commerciali prodotti dovrebbe salire dai 228mila del 2014 (già terzo record produttivo nella storia dello stabilimento) a 235mila.
Le reazioni dei sindacati. «I numeri dello scorso anno», interviene Nicola Manzi, segretario Uilm Chieti-Pescara, «non solo sono stati confermati, ma sono in crescita. Bene gli straordinari già da inizio anno, bene la produzione che cresce, ma riteniamo che la Sevel debba cominciare a riflettere seriamente sulla possibilità di nuove assunzioni sul territorio. Precedenza assoluta deve essere data ai tanti disoccupati abruzzesi». La Fim-Cisl chiede risposte concrete all’azienda: «Siamo pronti ad affrontare il problema dell’assenteismo», riflette Domenico Bologna, segretario generale Fim-Cisl Abruzzo e Molise, «ma la Fiat consideri anche altri problemi, come quello, ad esempio, del premio di risultato. Gli operai Sevel hanno prodotto 228mila furgoni nel 2014, ma a fronte di questo sforzo non c’è stato alcun riconoscimento economico. È giusto anche che i lavoratori siano stimolati». «Siamo orgogliosi che i numeri siano positivi, e la Sevel resta a tutti gli effetti lo stabilimento produttivo per eccellenza in Italia», considera Roberto Salvatore, segretario provinciale Fismic, «ma a fronte di un maggiore sforzo produttivo ci aspettiamo che si discuta sul contratto di secondo livello». «Abbiamo chiesto di rafforzare l’organico», interviene Davide Labbrozzi, Fiom Chieti, «ma la Sevel non ha risposto in tal senso e finora ha solo aumentato i carichi di lavoro e ridotto le postazioni indirette. I numeri produttivi ci sono: torno a ribadire l’esigenza di un piano di occupazione».
Daria De Laurentiis
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