Sevel si prepara al nuovo Ducato

Tecnici e ingegneri da Torino ad Atessa per il quarto modello di furgone: investimento da un miliardo
ATESSA. Non sono stati ancora smaltiti i successi del modello rinnovato che c’è già aria di nuovo Ducato nello stabilimento Sevel di contrada Saletti, il più grande d’Abruzzo e d’Europa per la realizzazione di furgoni commerciali leggeri. Il nuovo attesissimo modello del furgone più amato dai lavoratori europei (soprattutto tedeschi a giudicare dal mercato) è previsto per il biennio 2019-2020. Ma in queste settimane sono già diversi i sopralluoghi da parte di tecnici e ingegneri provenienti da Torino che sono arrivati ad Atessa per testare la capacità produttiva dello stabilimento e controllare quali dovranno essere le modifiche da apportare per realizzare un modello per il quale si prevede un probabile investimento da un miliardo di euro, dato che solo il restyling aveva impegnato Fca (Fiat-Chrysler) per 700 milioni di euro. La notizia del nuovo Ducato era trapelata già dal 2014 quando venne confermata la joint-venture con Psa (Peugeot-Citroen) fino al 2027. Da qualche mese si è aggiunto anche un nuovo risvolto nella storica alleanza italo-francese. L’amministratore delegato di Fca Sergio Marchionne, al salone di Ginevra del marzo scorso, aveva così commentato la fusione di Psa con il gruppo Opel e un’ipotetica uscita di Fca dopo l’acquisto di Opel da parte dei francesi: «Sevel è tranquillissima e continuerà a produrre. Per il momento non ho intenzione di fare niente. Abbiamo una call option per riprenderci il business entro quest’anno, a settembre».
C’è quindi un palpabile fermento in queste ore nello stabilimento del Ducato dei record, acuito anche dall’opzione nuovo modello. La Sevel si starebbe già preparando a cambiare in meglio il volto della Val di Sangro. È successo quattro volte finora: nel 1981, anno di nascita del Ducato; nel 1994 con il Ducato di seconda generazione; nel 2005 con il veicolo commerciale della terza serie prodotto dalla joint-venture Fiat-Psa (Peugeot-Citroen) e nel 2013 quando è stato annunciato l’investimento da 700 milioni per il restyling del furgone commerciale. Il nuovo modello sarà, secondo le primissime indiscrezioni, ancora più flessibile alle richieste del mercato e adattabile a nuove trasformazioni; sarebbero previsti anche motori ibridi ed elettrici. Ma Sevel è alle prese anche con un’altra sfida. In questi giorni si lavora con i dirigenti torinesi per il raggiungimento di uno degli obiettivi più ambiti: la conquista della medaglia d’oro Wcm, un premio di efficienza di stabilimento (nei rispettivi status: no status, bronze, silver e gold) del World class manufacturing, programma mondiale del colosso italo-americano Fca che ha l’obiettivo di eliminare ogni possibile spreco delle risorse impiegate in tutti i processi di trasformazione per la produzione del prodotto finale. Nel 2016 Sevel conquistò l’argento: sarà questo l’anno iridato?
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