Sevel, slitta la ripresa della produzione

14 Settembre 2021

Ieri la doccia fredda per i lavoratori: il fermo posticipato di un altro giorno. I sindacati: «Non c’è una programmazione»

ATESSA. Sono ancora gravi i disagi in Sevel a causa della mancanza dei semiconduttori provenienti da Taiwan, dove risiede l’unica fabbrica fornitrice di questo tipo di materiale di subfornitura per il settore automotive. Il problema è di natura mondiale, ma a farne le spese sono gli stabilimenti, come Sevel, che si trovano a dover rispondere a una forte richiesta di mercato e che devono invece fermarsi per causa di forza maggiore. Il fermo produttivo annunciato nei giorni scorsi avrebbe dovuto protrarsi fino alle 22.15 di ieri. Ma ieri, invece, alla ripresa delle linee di montaggio, altra doccia fredda: l’attività lavorativa resta sospesa, anche oggi, fino alle 22.15. E il procedere a singhiozzo, oltre che mettere in allerta e provocare disagi ai lavoratori sta preoccupando non poco i sindacati. Resta il dubbio, infatti, che si possa riprendere la produzione, dal momento che la situazione legata ai semiconduttori e microchip provenienti dall’Asia durerà secondo le previsioni per tutto l’anno e anche buona parte di quello successivo. La Uilm, nell’esame congiunto di ieri mattina ha rimarcato la necessità di una tempestiva comunicazione sulle fermate. Dello stesso avviso anche la Fiom. «Capiamo le difficoltà sull’approvvigionamento dei componenti», si legge in una nota della Fiom Cgil provinciale, «ma non avere una visione almeno giornaliera della ripresa delle attività non è accettabile, tanto meno credibile. È improbabile che la decisione di aprire o chiudere debba arrivare qualche ora prima del turno, magari quando alcuni pendolari hanno già preso l’autobus perché vengono da fuori regione. La Sevel in questi anni ha voluto dare di sé un’immagine di efficienza e ora non riesce ad avere una minima programmazione? È inaccettabile. Questo atteggiamento non solo è lesivo della dignità dei dipendebtu, ma di tutti i lavoratori dell’indotto e dei clienti che, purtroppo, sono alle dipendenze della mancata capacità della Sevel».
Per lo stabilimento dei record è un periodo nero. Oltre alla carenza di componenti la fabbrica dei furgoni commerciali si trova davanti alle nuove politiche del gruppo Stellantis che prevedono di dare la precedenza a lavoratori con contratto a tempo indeterminato e attualmente in cassa integrazione per coprire le necessità produttive. Non saranno quindi rinnovati i 705 dipendenti con contratto a termine da agenzie interinali che avevano lavorato ad Atessa per diversi mesi. Una situazione, quest'ultima, che ha provocato la reazione di tutti i sindacati, mai come questa volta convinti, assieme anche a Fiom che non ha firmato il contratto collettivo specifico con le altre sigle, di indire uno sciopero unitario contro la decisione aziendale. Lo sciopero sarà programmato nei prossimi giorni.
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