Sevel, turni notturni più lunghi

26 Giugno 2016

Atessa, la Fiom denuncia altri sacrifici per gli operai: situazione intollerabile

ATESSA. Ancora sacrifici per i dipendenti Sevel dopo il ricorso ad altre cinque giornate di straordinario per giugno, la dilazione delle ferie da giugno ad ottobre, e non più solo ad agosto, e ad un crescendo dei ritmi lavorativi. A denunciare un nuovo disagio per i dipendenti della fabbrica del Ducato è Davide Labbrozzi (nella foto), segretario provinciale della Fiom, che stigmatizza l’invito dell’azienda ad alcuni dipendenti neoassunti a fare uno straordinario di tre ore sul turno notturno che già svolgono. «Si è raggiunta quella condizione di mancato rispetto che mai avremmo immaginato in passato», tuona il sindacato dei metalmeccanici della Fiom, «può un lavoratore, dopo otto ore al turno di notte, esausto ed assonnato, restare in fabbrica, sulla catena di montaggio, per ulteriori tre ore? La nostra risposta è no!». «Quello che accade ormai da mesi», prosegue Labbrozzi che annuncia per giovedì un incontro interno al sindacato, «è da paleolitico dell’industria: ridurre le pause corrisponde a togliere alle persone che lavorano il diritto ad avere un giusto periodo di riposo; aumentare i carichi di lavoro significa esporre chi opera al rischio che la vita lavorativa diventi un inferno; ignorare la logica di ridistribuzione della ricchezza rappresenta il mancato riconoscimento dei sacrifici profusi nel tempo; pretendere di lavorare al sabato e alla domenica, tra l’altro nel mese di luglio, significa peggiorare notevolmente la condizione di vita; obbligare le persone a fruire le ferie in maniera scaglionata determina un dissesto totale dei piani di vita delle famiglie; non contrattare, non discutere, rivela la volontà di imporre con autorità le scelte che fanno bene ad una sola parte». Critiche anche per il recente episodio di chiusura dello stabilimento per cause di forza maggiore senza avvisare i dipendenti: «Pretendere che le persone si rechino al lavoro quando la Sevel sa che la fabbrica resterà ferma per ragioni tecniche per poi rispedirle a casa è offensivo», conclude la Fiom, «chiedere a chi ha lavorato di notte di svolgere turni di lavoro da undici ore è intollerabile». (d.d.l.)

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