Sevel, Usb proclama sciopero contro il sabato lavorativo

13 Febbraio 2019

ATESSA. È sciopero in Sevel da parte dell’Usb per il ricorso, sabato 16 febbraio al doppio turno di straordinario di mattina e di pomeriggio. La decisione della direzione aziendale per recuperare...

ATESSA. È sciopero in Sevel da parte dell’Usb per il ricorso, sabato 16 febbraio al doppio turno di straordinario di mattina e di pomeriggio. La decisione della direzione aziendale per recuperare parte del fermo di alcuni giorni dovuto allo sciopero dei dipendenti della fabbrica dell’indotto Ingegneria Italia era stata contestata anche dalle rsa della Fim Cisl. «Per l’Usb», si legge in una nota diffusa dal sindacato, «è il tempo di ridiscutere un contratto capestro e ancor più un modello di lavoro che non ha futuro per i lavoratori. È tempo di pretendere una riduzione generalizzata dell’orario di lavoro a parità di stipendio. Per fare questo pensiamo sia necessario coinvolgere anche governo regionale e ministero del Lavoro poiché è inaccettabile che lo Stato finanzi la disoccupazione con soldi pubblici, quindi chiedere che parte di quei 4/5 miliardi debbano essere fonte di finanziamento anche per la riduzione dell’orario lavorativo a parità di salario per conservare i livelli occupazionali e magari incrementarli. La Val di Sangro potrebbe essere la zona franca su cui sperimentare una soluzione che vada in questa direzione».
L’Usb si propone di elaborare una proposta da sottoporre all’azienda che non gravi sulla competitività, ma allo stesso tempo non sovraccarichi i lavoratori. «Solo ora», prosegue l'Usb, «ci si accorge di quali nefandezze contenga il contratto collettivo specifico Fiat sottoscritto dalle organizzazioni sindacali Fim, Uilm, Fismic e Ugl, e di quanto sia sminuito il ruolo della rappresentanza dei lavoratori. Sevel ha comunicato ai firmatari che farà ricorso a tale strumento fino al cambio di turnazioni (previsto nei prossimi mesi ndc) sfruttando il monte ore di straordinari previsti per contratto che poi non riuscirebbe ad usare. Per noi questa non è più vita lavorativa, ma vita aziendale dove si devono accantonare figli, famiglia, amici, hobby, riposo per donarsi del tutto agli obiettivi aziendali». (d.d.l.)
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