Sfida Carulli-Donatucci per diventare sindaco

ROCCAMONTEPIANO. Lite in famiglia a Roccamontepiano per la candidatura a sindaco. A scontrarsi sono l’ex sindaco Adamo Carulli e l’uscente Orlando Donatucci, due uomini che hanno lavorato fianco a...
ROCCAMONTEPIANO. Lite in famiglia a Roccamontepiano per la candidatura a sindaco. A scontrarsi sono l’ex sindaco Adamo Carulli e l’uscente Orlando Donatucci, due uomini che hanno lavorato fianco a fianco per oltre un decennio. Fin da quando Carulli si affaccia sulla scena politica di Roccamontepiano come giovanissimo vice sindaco dell’allora sindaco Giovanni Legnini e Donatucci è tra gli assessori della giunta comunale. Nel 2002 Legnini passa le redini del Comune a Carulli che viene eletto sindaco e chiama Donatucci nella sua giunta. Nel 2012, dopo le due consiliature di Carulli, è Donatucci che si candida a sindaco e vince le elezioni. Adesso il sindaco uscente vuole ricandidarsi, senza passare al vaglio delle primarie, proproste dal Partito democratico.
«Sono pronto a ricandidarmi», dice Donatucci, «a dare un segno di continuità, per rispettare gli impegni assunti con i miei concittadini e con la terra a cui appartengo. Proprio a loro dedico il mio impegno di sindaco. È mio dovere, oltre che diritto, alla fine di un primo e proficuo mandato amministrativo, propormi per continuare il progetto di rinnovamento che l'elezione del 2012 ha già ritenuto valido con una vittoria lampante e dirimente. Ho al mio attivo cinque anni di lavoro indefesso. Credo di essermi distinto per coerenza, onestà e trasparenza nonostante le congiunture e le condizioni spesso sfavorevoli locali e nazionali».
Ma per Carulli, quella di Donatucci è un fuga in avanti autoproposta. «Si è autocandidato», dice l’ex sindaco, «sono io il candidato non lui. Riceverà una diffida dal gruppo consiliare perché sta utilizzando nome e simbolo del gurppo consiliare Crescere in libertà che non gli appartengono. Il Pd aveva stabilito di fare le primarie il 2 di aprile. Ma lui alla fine non ha presentato la candidatura alle primarie e il partito ha individuato me come candidato. Il gruppo consiliare di Crescere in libertà non lo riconosce come sindaco e il Pd di Rocca è contro la sua candidatura, perché, nel caso delle primarie, si è tirato fuori dalle regole scritte insieme a lui». (a.i.)

