Sfida tra De Nicolis e Travaglini con l’astensionismo in agguato

26 Giugno 2022

Urne aperte fino alle 23, poi lo spoglio delle schede. Fari puntati sul 9,38% dell’escluso Mariotti  Il centrodestra: continuità con il lavoro di Magnacca. Il centrosinistra allargato: bisogna cambiare

SAN SALVO. Al ballottaggio con la spada di Damocle dell’astensionismo. Dopo 14 giorni di supplemento di campagna elettorale, i cittadini di San Salvo tornano alle urne per eleggere il nuovo sindaco. Gli elettori aventi diritto al voto sono in tutto 16.931 di cui 8.434 maschi e 8.497 femmine. Le elezioni si svolgono nella sola giornata di oggi dalle 7 alle 23. Lo spoglio delle schede inizia subito dopo. La sfida è tra Emanuela De Nicolis (centrodestra) e Fabio Travaglini (centrosinistra allargato). La prima, che alle elezioni del 12 giugno ha conquistato il 47,90% dei consensi, è in vantaggio sul suo competitor che si è attestato al 42,71%.
De Nicolis si propone come la naturale erede della sindaca Tiziana Magnacca e quindi in “continuità” con l’amministrazione uscente, mentre Travaglini fa leva sul “cambiamento” dopo dieci anni di governo del centrodestra. Tra i due candidati sindaci c’è una distanza di 552 voti a vantaggio di De Nicolis che spera di conservare il distacco dal suo competitor e indossare presto la fascia tricolore. Travaglini, al contrario, si augura di colmare la distanza con i voti dell’elettorato di centrosinistra di Giovanni Mariotti, il quale al primo turno ha ottenuto 999 preferenze, pari al 9,38%. Il medico in pensione, sostenuto da tre liste civiche (Cambiamo San Salvo, Avanti San Salvo e Democratici per San Salvo), non ha voluto fare l’apparentamento con Travaglini, ma negli ultimi giorni di campagna elettorale si sono fatti sempre più serrati gli appelli all’unità del centrosinistra che per la terza elezione consecutiva si è presentato diviso all’appuntamento con le urne, come era già successo nel 2012 e nel 2017. Si tratta di vedere ora che “peso” avrà l’elettorato di Mariotti e soprattutto se andrà a votare o se sceglierà di restare a casa.
L’astensionismo che già al primo turno si è fatto sentire incombe come una spada di Damocle sul ballottaggio che da sempre registra un’alta percentuale di non votanti. Non è stata una campagna elettorale facile. Gli attacchi tra i due schieramenti si sono intensificati nelle ultime due settimane. In questi giorni i candidati con le loro rispettive squadre hanno organizzato incontri nei quartieri, feste di piazza e postato video sui social. È stata l’occasione per tornare a parlare di proposte programmatiche e della visione di città dei due competitor, ma anche per lanciarsi reciproche accuse. (a.b.)
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