«Sfido il sindaco sull’ospedale»

Guardiagrele. Il consigliere Caramanico chiede un faccia a faccia a Dal Pozzo
GUARDIAGRELE. Il consigliere del gruppo “Insieme si può” Franco Caramanico, sfida il sindaco Simone Dal Pozzo a un faccia a faccia in piazza per parlare della situazione della locale struttura ospedaliera di via Anello.
«Sull’argomento», osserva Caramanico, «è infatti necessario fare chiarezza, soprattutto dopo i recenti comportamenti della maggioranza. Questa ha avuto anche il coraggio di distribuire nella cittadina un volantino, non per parlare del futuro dell’ospedale, ma solo per lanciare un duro attacco alla mia persona e a quello che è stato il mio operato nel 2007, nelle vesti di assessore regionale, accusandomi di essere il responsabile della chiusura della struttura. Un fatto, questo», osserva Caramanico, «che, oltre a inquinare il dibattito politico, mette in discussione ogni forma di impegno per la salvezza del nostro ospedale».
L’esponente di “Insieme si può” evidenzia che bisognerebbe invece ricordare che nel 2007, l’attuale sindaco Dal Pozzo, allora assessore comunale alle politiche sociali, non ha mai aperto bocca sulle scelte che lui ha portato avanti insieme all’amministrazione comunale. «Non va poi dimenticato», aggiunge Caramanico, «che da assessore regionale, sono stato il promotore delle norme che hanno salvato i piccoli ospedali e ho fatto inserire l’ospedale di Guardiagrele all’interno di un unico presidio, insieme a quelli di Chieti e Ortona, con 104 posti letto per acuti».
Caramanico evidenzia, inoltre, che la programmazione del 2007 è la stessa che il sindaco Dal Pozzo e la responsabile regionale sanità del Pd, Gianna Di Crescenzo, avevano inserito nei loro programmi elettorali.
«Oggi», continua Caramanico, «sul tema ospedale, Dal Pozzo e company si sono invece chiusi dietro un totale silenzio».
Secondo Caramanico, la verità è che l’ospedale di Guardiagrele, ha tutti i requisiti per avere un ruolo importante nella sanità regionale, sicuramente comunque, più di tante altre strutture, come ad esempio Popoli che oggi, grazie alla mobilitazione generale e alle sue forti rappresentanze politiche è riuscita a rivedere la programmazione regionale che la penalizzava. «Per questo», conclude Caramanico, «abbiamo chiesto per il nostro ospedale una risoluzione a diversi consiglieri regionali per la sospensione a causa del terremoto, così come ha fatto il parlamentare Antonio Castricone per l’ospedale di Popoli».
Giovanni Iannamico
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