Sfila il Camerlengo: è la festa del patrono

9 Maggio 2017

Domani, alle 19, il corteo storico con oltre sessanta figuranti e gli stendardi dei sei rioni della città

CHIETI. Come da tradizione ventennale, domani, alle 19, l’Associazione culturale Teate Nostra partecipa alla processione di San Giustino, patrono della Città, con il corteo storico del Camerlengo “Civitas Theatina. Sfileranno oltre sessanta figuranti: l’alfiere con lo stendardo della città che, secondo Cesare De Laurentiis, è quello originale di Chieti e probabilmente risalente al tempo delle Crociate; i tamburini; 8 coppie di nobili; 5 dame; 16 damigelle; 2 paggetti; la dama delle chiavi delle porte della città; 3 giudici del parlamento theatino: il Mastro d’atti (segretario del Parlamento), il giudice ai contratti pubblici e privati della città e il giudice della corte civile;il capitano dei castelli, che veniva eletto dal Parlamento per l’amministrazione dei castelli e dei feudi della città; il massaro della città che era l’economo o tesoriere. Conclude il corteo il Camerlengo di Civitas Theatina con i 6 soldati con gli stendardi dei 6 rioni di Chieti: Rione San Giovanni (corso Marrucino, via Cauta, via Mater Domini), il cui simbolo è l’aquila di San Giovanni Battista; Rione di Porta Pescara (Duomo, via dei Crociferi, Porta Pescara) il cui simbolo è Porta Pescara; Rione Sant’Angelo (via Battisti, piazza Malta, via De Lollis, piazza Matteotti, via Sant’Eligio, via Paradiso, salita Santa Chiara) il cui simbolo è l’Arcangelo Michele, perché in quel luogo vi era la chiesa di San Michele arcangelo; Rione fiera (attuale via Spaventa, via Asinio Herio, via Vicentini, corso Marrucino) il cui simbolo è una croce sormontata da una “S”, simbolo dei Celestini; Rione Trivigliano (chiesa di Sant’Agostino, Sant’Agata, largo Santa Maria) il cui simbolo è costituito dai gigli d’oro a ricordo degli Angioini imparentati con i sovrani di Francia. La striscia rossa, alla sommità dello stendardo, con i denti verticali, fu introdotta da Carlo I D’Angiò; Rione Terranova (piano Sant’Angelo, Sant’Antonio, via dei Sette Dolori, via De Attiliis) il cui simbolo è la Torre che ricorda i castelli fatti distruggere da Carlo I D’Angiò per allargare la città e aumentarne la popolazione. Il Camerlengo era il sindaco durante il XV secolo. Veniva scelto tra sei candidati, uno per quartiere, con un lungo procedimento di votazione da cui erano esclusi i sei candidati che al momento del voto erano allontanati dalla sala. Una volta eletto, il Camerlengo andava dal vescovo per giurare sulla buona amministrazione della città. Alla fine dell’incarico di sei mesi, doveva rendere conto del suo operato a due sindacatori eletti dal Parlamento.