Sfila il Mastrogiurato La città si riempie di gente, suoni e colori

Dame, cavalieri, paggi, armigeri, musici e sbandieratori nella rievocazione dell’investitura del magistrato delle fiere
LANCIANO. Dame in abiti di velluto, pellicce e lunghi strascichi. Cavalieri e nobil uomini in calzamaglia. Ancelle e paggi. Armigeri e guardie stretti nelle armature. Ma a spiccare è il mantello di velluto rosso bordato di pelliccia, il cappello e la catena d’oro indossati dal Mastrogiurato, il magistrato istituito da re Carlo II D’Angiò nel 1304, scelto tra i ceti più nobili della città, che amministrava la giustizia, garantiva il libero svolgimento delle fiere per cui Lanciano era famosa in tutto il mondo allora conosciuto. E c’era anche Carlo II D’Angiò - sfilava nella delegazione di Gravina in Puglia - nel corteo della XXXIV rievocazione storica del Mastrogiurato. Un’edizione sofferta, fatta in extremis dall’associazione presieduta da Danilo Marfisi per i fondi tagliati dalla Regione da tre anni.
Corteo ricco nonostante l’impossibilità di invitare tutte le delegazioni straniere con cui l’associazione ha contatti. C’erano la Germania con Riedenburg, con cui è stato firmato il gemellaggio, l’Ungheria con Visegrad, città gemellata, mancavano Romania, Spagna, Polonia. Ma c’era soprattutto la città. Una folla incredibile che nel pomeriggio ha assistito in piazza ai canti medievali del gruppo Magellensis, ai volteggi della bandiere del gruppo tamburi e Alfieri del Mastrogiurato e degli sbandieratori di Porta Romana di Ascoli Piceno, ai combattimenti dei cavalieri dell’Ordine di San Giorgio di Visegrad. Poi alle 19,45 Franco Fanci, avvocato frentano, ha indossato il mantello di velluto rosso, il cappello e la catena d’oro. Ha ricevuto lo spadino, le chiavi della città e poi ha pronunciato il giuramento del Mastrogiurato: «Nel nome del popolo di Lanciano e con i poteri a noi concessi dai decurioni di questa università, noi Mastrogiurato, davanti a Dio e a tutti voi: giuriamo che amministreremo la fiera di Lanciano e garantiremo la libertà di commercio con ferma autorità, con giuste sentenze ed ottimo discernimento. Faremo in modo che l’emporio dei Frentani, secondo il costume degli antenati, accolga benignamente e generosamente le genti di ogni paese».
Poi il suono delle chiarine e il battere dei tamburi ha accompagnato il corteo per le vie cittadine. Dietro il Mastrogiurato, i gruppi ospiti, come la Federazione italiana ed europea dei giochi storici (Figs), i Cavalieri di San Giorgio di Visegrad , di Riedenburg, armigeri e balestrieri Città di Bucchianico, il corteo storico e Festa della Madonna dei Turchi di Tollo, la delegazione di Carlo II D’Angio di Gravina in Puglia, i quartieri storici cittadini guidati da Civitanova. (t.d.r.)
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