Sfilano Cireneo e 200 confratelli: strade piene di fedeli e visitatori

Grande folla ieri sera dalle 22 in poi nel centro storico per il tradizionale rito dell’Arciconfraternita Oggi l’attesa processione del Cristo morto: le novità dell’orchestra e delle voci dei bambini del Bosco
LANCIANO. Per tradizione, religiosità popolare, atto di fede, momento di riflessione, semplice curiosità. Si vivono in modo diverso le processioni del giovedì e venerdì santo che rappresentano i momenti clou delle celebrazioni pasquali. Si vivono in base allo stato d’animo, ma tutta la folla che ieri notte è tornata a riempire i vicoli del centro storico, la piazza ha dimostrato, e lo farà anche stasera, che c’è un legame unico tra l’Arciconfraternita e i riti secolari che custodisce e tramanda, e la città.
GLI INCAPPUCCIATIIeri sera dopo le 22 la porta della chiesa di Santa Chiara è tornata ad aprirsi per la processione degli incappucciati, quella che più caratterizza l’Arciconfraternita. Divisi in due file, circa duecento confratelli hanno sfilato per il centro storico; volti coperti in segno di penitenza, vergogna e di uguaglianza di fronte a Dio, fiaccole tra le mani ad illuminare i passi con il sottofondo dei miserere dei maestri Ravazzoni e Masciangelo suonati dall’orchestra di fiati “Pietro Marincola”, gli incappucciati hanno “scortato” il Cireneo, il confratello che a piedi scalzi trascina la croce in legno, del peso di circa 30 chili, simbolo di quella portata da Gesù con l’aiuto di Simone di Cirene fino al Calvario. Su di lui gli sguardi delle persone, di una città. Un uomo che porta tante croci, come quelle elencate dall’arcivescovo Emidio Cipollone, nella messa crismale celebrata ieri mattina nella cattedrale della Madonna del Ponte. L’arcivescovo ha parlato di «terremoti, ricordando quello di 14 anni fa all’Aquila e quello in Turchia e Siria, delle 60 guerre nel mondo, di un pianeta in fiamme, di posti di lavoro che mancano, di aziende che chiudono, della precarietà enorme che spinge molti giovani a non formare famiglie. E poi dipendenze e i tanti fallimenti sociali ed ecclesiali di una comunità sempre più divisa». Tante croci e nessuna speranza? Il Cireneo è anche speranza. «La speranza c’è», ha detto il vescovo che ha chiesto ai fedeli di pregare per lui e i presbiteri, «e c’è l’amore che arriva dal Signore a farci luce».
L’EFFIGIE DEL CRISTO MORTO Mattinata dedicata alla musica quella di oggi. Alle 10 c’è il giro della città dell’orchestra Marincola che alle 11 sarà anche nel cimitero di via Della Pace. Alle 12, altra novità di quest’anno, di fronte Santa Chiara, le voci dei bambini dell’istituto Mario Bosco eseguiranno il Miserere a strofe di Masciangelo. Alle 19 la solenne processione dell’effigie del Cristo morto. Questa è la processione che vede tutta l’Arciconfraternita sfilare; confratelli, consorelle e anche i bambini. Ad aprire infatti la processione è la Pannarola, il vessillo tenuto dai bambini. Seguono i simboli della Passione di Gesù, portati in spalla dagli adolescenti. Poi il Cireneo - a portare la secolare croce è un confratello diverso da quello del giovedì - la statua del Cristo morto, la scultura lignea che leggenda vuole essere stata scolpita nel 1798 da una clarissa del convento di Santa Chiara. A chiudere le statue delle tre Marie seguite dalle consorelle in preghiera. Quest’anno, dopo oltre 80 anni, ci sarà la statua storica della Madonna Addolorata posta su un trono dell’800 custodita nella chiesa di Santa Lucia, data dal vicario del vescovo don Angelo Giordano che guiderà la processione, visto che Cipollone sarà ad Ortona in rispetto dell’annuale alternanza tra le processioni nelle due maggiori città della diocesi. Processione che sfilerà sui tappeti di moquette grigia posti ai lati di corso Trento e Trieste per evitare che la cera delle fiaccole crei ulteriori danni ad un pavimento già martoriato e sotto pannelli pubblicitari; sponsorizzazioni messe dai bersaglieri in occasione del raduno che ci sarà il 22 e 23 aprile.
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