Sforbiciata sui servizi sociali: tagli del 15%

20 Aprile 2018

Nell’incontro sul bilancio il sindaco Di Primio gela i sindacati: al settore 210mila euro in meno a causa di mancate entrate

CHIETI. Taglio del 15% su tutti i servizi sociali e socio-educativi del Comune. L’annuncio del sindaco Umberto Di Primio gela i sindacati riuniti in Comune per l’incontro sul bilancio dell’ente. «Mancate entrate dei tributi, tasse non pagate e trasferimenti dei fondi ministeriali e regionali ridotti», ha detto il sindaco, non lasciano scelta. E così anche i servizi sociali, sempre preservati negli anni scorsi dai tagli, finiscono questa volta sotto la mannaia del Comune dalle casse in rosso. A cominciare da tutti i servizi previsti nel Piano sociale, «fatte salve», viene specificato, «le posizione di legge incomprimibili». Di Primio assicura che i minori fondi a disposizione saranno utilizzati tutelando utenti e personale «nell’ambito di principi di solidarietà ed equità».
La quota che il Comune destina ai servizi sociali, comprensivo dei trasferimenti, è di 2 milioni e 100mila euro. Il taglio del 15% inciderebbe per poco più di 300mila euro. Siccome, però, il taglio partirebbe da maggio (e dunque si abbatterebbe solo su otto mesi) la cifra in meno risulta di 210mila euro. A questo punto è chiaro che alcuni servizi alla cittadinanza potrebbero venire meno. Non solo. Vista la decisione di fondere la Chieti Solidale, azienda pubblica che gestisce i servizi sociali, con la società pubblica Teateservizi, le preoccupazioni si incentrano anche sulla salvaguardia di tutti i posti di lavoro in ballo.
I sindacati hanno chiesto prioritariamente che i tagli siano fatti in maniera bilanciata e proporzionale. «Se le riduzioni si devono proprio fare, devono riguardare tutti i servizi e non solo alcuni, sui quali graverebbero troppo», dice Silvio Di Primio della Usb. Le organizzazioni sindacali, continua Paola Puglielli della Cgil, hanno anche insistito sulla «puntuale applicazione del regolamento comunale dei servizi sociali». In particolare il Comune è stato richiamato alla «stretta osservanza di quanto disposto dall’articolo 10, soprattutto in merito alla valutazione della situazione di bisogno dell’utente, con priorità dei casi di maggiore bisogno assistenziale. Allo stesso modo la rimodulazione delle ore di lavoro dei dipendenti di Chieti Solidale andrà fatta in modo equo e proporzionato».
Di Primio ha assicurato che la fusione tra Chieti Solidale e Teateservizi potrà «garantire ulteriori opportunità». Ma sulla fusione i sindacati non si sono espressi. Hanno chiesto tempo per valutare il da farsi. Il sindaco è venuto loro incontro dicendo che sottoporrà alla loro attenzione il nuovo Piano industriale del dopo fusione.
Sindacati e amministrazione torneranno a incontrarsi il prossimo 30 aprile.
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