«Si è gettato tra le fiamme per salvare mio figlio»

Il padre del giovane operaio, finito fuoristrada con l’auto lo scorso weekend, racconta il gesto di solidarietà e coraggio di un operatore turistico locale
VASTO. E' vivo grazie alla generosità e al coraggio di un automobilista di passaggio che, senza esitare, si è gettato fra le fiamme ed è riuscito a metterlo in salvo. Luca Govoni, protagonista lo scorso week end di un drammatico incidente stradale a Piana Sant'Angelo, ora è ricoverato nel reparto Ortopedia dell'ospedale San Pio.
Ieri il giovane operaio è stato sottoposto ad un intervento chirurgico alle gambe, perfettamente riuscito. Dopo giorni di apprensione, il padre Roberto Govoni, noto commerciante di San Salvo, tira un sospiro di sollievo e ringrazia pubblicamente la persona che ha salvato il figlio Luca.
«Si chiama Orlando Tabaci ed è il gestore del camping Maronda. Non potrò mai ringraziarlo abbastanza per quello che ha fatto», dice Roberto Govoni. Poi l'uomo racconta il particolari della drammatica carambola. «Mio figlio stava tornando a casa al volante della sua Y10. All'altezza del Centro ricerche della Pilkington, ha avuto un colpo di sonno. E' stato un attimo, una frazione di secondo. L'auto però è sbandata. Luca non è più riuscito a governarla. La vettura è finita contro un palo dell'energia elettrica».
Un colpo fortissimo che ha piegato il palo e provocato il ribaltamento della Y10. L'auto è rotolata su se stessa fermandosi poi su un fianco. Luca Govoni ha perso i sensi ed è rimasto intrappolato all'interno dell'abitacolo con le caviglie fratturate. Nel frattempo dal serbatoio è uscito del carburante. Il liquido infiammabile e la carambola hanno provocato un incendio. E'stato a quel punto che è arrivato Tabaci.
«L'operatore turistico stava anche lui tornando a casa», continua papà Roberto, «ha visto l'auto e il fuoco e senza pensarci due volte si è gettato fra le fiamme. Quando ha visto mio figlio dentro la macchina ha colpito con forza il finestrino riuscendo a romperlo. Poi ha afferrato mio figlio e lo ha tirato fuori dal veicolo in fiamme. Un attimo dopo c'è stata una esplosione. Se Tabaci non avesse soccorso Luca, a quest’ora mio figlio sarebbe morto».
Sul luogo dell'incidente sono poi arrivati gli operatori del 118 e i carabinieri. Luca è stato trasferito al San Pio e sottoposto ad accurati accertamenti, che hanno diagnosticato la frattura della tibia e della caviglia. Ieri pomeriggio i medici del reparto di Ortopedia hanno sottoposto il paziente ad intervento chirurgico. Il peggio è passato. «La paura è stata tanta ma mio figlio è vivo e guarirà completamente grazie al gesto generoso di Tabaci. Il Centro aveva raccontato l'incidente ma non poteva sapere chi aveva salvato mio figlio e come. Voglio raccontarlo io perché ritengo sia stato un gesto bellissimo». La gratitudine di Roberto Govoni è legittima. Del resto basta guardare quello che resta della Y10 per comprendere la gravità dell'incidente. La carcassa annerita e ammaccata racconta la carambola e la tragedia sfiorata.
Sul posto sono ancora visibili le tracce dell'incendio e la scia nera lasciata dall'auto in fiamme sul terreno. Non appena in città si è sparsa la notizia più d'uno ha definito Tabaci "un eroe". Qualcuno ha anche suggerito alle autorità preposte un premio al soccorritore di Luca Govoni per il coraggio e la generosità dimostrata. Non è escluso che la richiesta venga accolta.
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