Si è spento lo stampatore sfrattato da ex moglie e figlio

CHIETI. Si è spento nella tarda mattinata di ieri all’ospedale Santissima Annunziata Paolo Petrocco, cinquantaseienne teatino, di professione serigrafo, affetto da tempo da gravi problemi di salute....
CHIETI. Si è spento nella tarda mattinata di ieri all’ospedale Santissima Annunziata Paolo Petrocco, cinquantaseienne teatino, di professione serigrafo, affetto da tempo da gravi problemi di salute. Da giovane aveva avuto anche qualche esperienza lavorativa da modello, ma adesso era arrivato a pesare 250 chili e faceva fatica anche a spostarsi in maniera autonoma. Da qualche giorno era stato ricoverato in ospedale, dove ieri le sue condizioni si sono aggravate fino al decesso. A settembre scorso si era rivolto al Centro per denunciare la situazione della quale diceva di essere rimasto vittima: lo sfratto dalla casa in cui abitava e dove aveva sede anche la sua serigrafia, in via Mammarella a Chieti Scalo. A volerlo mandare via da quella casa, facendo valere i propri legittimi diritti, erano la ex moglie e il suo stesso figlio. Il figlio, presente sul posto il giorno dello sfratto, aveva spiegato di avere più di una ragione per portare avanti quella che tecnicamente si chiama una procedura di rilascio immobile. Ma l’ufficiale giudiziario non riuscì mai ad avere la meglio sulla volontà di Petrocco, grazie al giudizio del medico di famiglia, che non rilasciò l’autorizzazione al trasferimento forzoso. L’uomo, infatti, non abbandonò mai l’abitazione in maniera forzata. Se ne andò, di sua spontanea volontà, solo quando il Comune gli assicurò una casa popolare, che attendeva da tempo essendo ai primi posti dell’apposita graduatoria e nella quale si era trasferito proprio da qualche mese.
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