Si appropria dei soldi dell’assistita Tutore nei guai: beni sequestrati

Amministratrice di sostegno denunciata per peculato: ha distratto somme di denaro per 27mila euro Ha fatto spese non autorizzate per abbigliamento, palestre, ristoranti. In alcuni casi anche per i figli
LANCIANO. Fa spese in negozi e ristoranti con i soldi della disabile assistita. La guardia di finanza ha eseguito il sequestro di beni per oltre 27mila euro a un'amministratrice di sostegno di Lanciano, che è stata denunciata per peculato. Protagoniste della vicenda sono due 50enni lancianesi, legate da rapporti di parentela. Una è incaricata della gestione delle risorse economiche dell'altra, che è orfana, affetta dalla sindrome di Down e con invalidità permanente al 100%. I finanzieri della compagnia di Lanciano, diretti dal capitano Domenico Siravo, al termine delle indagini svolte su delega della Procura, hanno accertato che l'amministratrice di sostegno ha “distratto” a più riprese somme di denaro appartenenti alla sua assistita.
Gli accertamenti eseguiti sui conti correnti della disabile, sui quali confluivano i lasciti dei defunti genitori, la pensione di invalidità, l’indennità di accompagnamento e la pensione di reversibilità del padre, hanno consentito di rilevare spese per l’importo complessivo di euro 27.575 euro, effettuate a mezzo di bonifici, assegni bancari e utilizzo di carte bancomat, per finalità non autorizzate dal giudice tutelare ed estranee agli interessi dell’amministrata. I soldi sono stati infatti spesi in negozi di abbigliamento, palestre, ristoranti. I titolari degli esercizi commerciali, sentiti dalle fiamme gialle, hanno confermato come ad usufruire di beni e servizi fosse l'amministratrice di sostegno e, in alcuni casi, anche i suoi figli.
Su richiesta del procuratore Mirvana Di Serio, il gip del tribunale di Lanciano, Massimo Canosa, ha emesso un decreto di sequestro preventivo di tutte le disponibilità finanziarie, beni mobili e immobili, titoli di credito, giacenze di conto corrente facenti capo all’indagata, fino all'importo di euro 27.575 euro. Le somme distratte, tuttavia, potrebbero essere molte di più, ma sono quelle che i militari sono riusciti a dimostrare. La condotta del pubblico ufficiale è andata avanti dal 2017 al gennaio di quest'anno, quando il giudice tutelare le ha revocato l'incarico.
Il comandante provinciale, colonnello Michele Iadarola, sottolinea l’importanza «del servizio concluso dai finanzieri frentani in ragione dell’elevato disvalore sociale della condotta assunta proprio da un pubblico ufficiale che, abusando della fiducia del diversamente abile, ha posto in essere diverse azioni tali da ipotizzare la commissione del reato di peculato, che prevede la reclusione da quattro anni a dieci anni e sei mesi».
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