Si barrica in casa insieme ai nipotini

19 Marzo 2016

Per il Tribunale dei minori non è idonea alla loro educazione I carabinieri si arrendono: manca il permesso per l’irruzione

LANCIANO. E' durata diverse ore la drammatica trattativa intrapresa ieri da carabinieri, servizi sociali e polizia municipale con una donna barricata in casa con i suoi due nipoti di 4 anni e 8 mesi che non voleva consegnare agli assistenti a seguito di un'ordinanza del Tribunale dei minori.

La signora, A.B., (non riportiamo il nome per esteso a tutela dei minori) accudisce i suoi due nipotini in casa dopo che i genitori, il figlio M.R.C., 28 anni, e la nuora, T.R., 27 anni, sono stati arrestati nei giorni scorsi dai carabinieri perchè ritenuti responsabili di una serie di scippi, furti e rapine in città. Quando le assistenti sociali si sono presentate nella sua abitazione, un appartamento in via Madrigale, la donna ha rifiutato di aprire e di consegnare loro i bambini chdestinati a una struttura protetta.

La signora, nel corso dei numerosi tentativi di mediazione e di dialogo delle assistenti sociali avrebbe anche dato in escandescenza aggredendo le donne e minacciandole. La trattativa è durata da mezzogiorno fino alle prime ore del pomeriggio. Ore dense di preoccupazione da parte di tutti, perchè i bambini, a causa della tensione vissuta nel corso della mattinata, piangevano sconsolati. Allarmati anche diversi residenti del vicinato che hanno assistito a urla, grida, minacce. La donna secondo la valutazione del Tribunale dei minori dell'Aquila, degli inquirenti e dei servizi sociali del Comune, si sarebbe resa protagonista in passato anche dei reati di spaccio di sostanze stupefacenti e prostituzione. L'ambiente in cui i bambini in tenerissima età stanno vivendo non sarebbe dunque il più idoneo ad ospitarli.

Di qui la decisione del giudice. Ma la nonna non ha voluto sentire ragioni. Anche quando i militari, carabinieri e agenti della Polizia municipale, sono entrati nell'appartamento, non ha mostrato la minima intenzione a cedere la custodia dei bambini. Già dal giorno dell'arresto dei genitori dei piccoli, il 14 marzo, i servizi sociali si erano attivati per proteggere i piccoli e destinarli ad un ambiente più sano e sicuro, ma le resistenze della signora sono state altissime.

Per lei si profila anche una denuncia per oltraggio a pubblico ufficiale. I piccoli non hanno potuto essere trasferiti in una struttura protetta perchè i militari non sarebbero stati in possesso di un'autorizzazione della Procura per fare irruzione nell'appartamento.