Si cura solo con la droga Il caso va in parlamento

Anche Saviano e il Corsera raccontano il dramma del musicista Pellegrini E’ in carcere ma non può starci, oggi Melilla lo va a trovare a Madonna del Freddo
CHIETI. Ne ha parlato nel suo blog Roberto Saviano. E ne hanno parlato anche il Corriere della Sera, il Manifesto e ieri il TG3 nazionale. La storia del teatino Fabrizio Pellegrini fa il giro d’Italia, ma lui resta in carcere perché la legge che vieta la coltivazione di droga in casa è ancora in vigore. E anche se Fabrizio è malato, la giustizia non può avere pietà. Ecco perché il suo caso diventa emblematico mentre la politica si accapiglia alla Camera sul tema epocale della liberalizzazione delle droghe leggere. Ma la storia di Pellegrini, quarantasettenne di Filippone, pittore e musicista, in carcere a Madonna del Freddo per coltivazione di marijuana che lui dice di usare a scopo terapeutico, torna di nuovo in parlamento. Dopo l’interrogazione presentata dal gruppo Possibile di Civati questa volta è Gianni Melilla di Sel a chiamare in causa il ministro della Giustizia, chiedendogli se “non intenda intervenire immediatamente dati i gravissimi problemi di salute e la manifesta incompatibilità con il regime carcerario che rischiano di mettere seriamente a repentaglio la vita di Pellegrini”. Melilla ricorda che l’uomo è malato di fibromialgia e che, “a detta del suo avvocato, non potendo più assumere marijuana, le sue condizioni di salute sono enormemente peggiorate. E’ molto dimagrito, non riesce a dormire e non può assumere alcune terapia sostitutiva”. Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato diversi appelli, a cominciare dal difensore Vincenzo Di Nanna, radicale teramano. E oggi seguiremo Melilla che andrà a trovare Fabrizio in carcere.

