Si decide entro il 30 giugno

Project financing: D’Alfonso chiede di ridurre o azzerare il canone per il privato
CHIETI. Il presidente della Regione Luciano D’Alfonso va avanti sul project financing per la realizzazione del nuovo ospedale di Chieti e detta i tempi dell’iter procedurale.
Il prossimo step è fissato al 30 giugno, entro quella data ci sarà l’eventuale dichiarazione di fattibilità dell’opera.
È quanto è stato deciso nel corso di una riunione che si è svolta questa mattina in Regione in cui il presidente ha incontrato, tra gli altri, l’assessore alla Sanità, Silvio Paolucci, il direttore generale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Pasquale Flacco, il direttore sanitario, Vincenzo Orsatti, e il commissario dell’Arap (Azienda regionale attività produttive), Giampiero Leombroni.
Al termine della riunione si è capito che la Asl non rimarrà esclusa dal progetto.
Nonostante il fatto che la Regione lo abbia avocato a sé, costringendo il manager Asl a rimettere tutti i documenti sul tavolo regionale, è stato deciso che sarà una commissione mista Regione-Asl a continuare a lavorare sulla proposta presentata dall’associazione temporanea di imprese che fa capo alla Icm (Impresa costruzioni Maltauro).
La commissione mista sarà chiamata ad integrare le attività già svolte ai fini della conclusione dell’iter procedimentale per l’eventuale dichiarazione di fattibilità della proposta di project-financing.
Il lavoro avrà un obiettivo preciso: ridurre drasticamente, o addirittura azzerare, il canone che la Asl deve corrispondere al privato e che ha fatto gridare allo scandalo le opposizioni che lo ritenevano troppo alto. Sia il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo, sia la collega del Movimento 5 Stelle Sara Marcozzi, avevano parlato di «progetto antieconomico» per il pubblico e addirittura di «regalo per il privato».
La commissione avrà proprio il compito, spiega la Regione in una nota, «di procedere ad un minuzioso esame dei presupposti tecnici, finanziari e temporali che hanno determinato, in fase di proposta, la determinazione del canone di disponibilità richiesto, evidenziando le diverse alternative possibili per pervenire alla sua drastica riduzione, se non alla sua eliminazione».
Ma come si farà andare avanti con la marea di pareri negativi arrivati dai direttori delle Unità operative complesse, dal responsabile unico di procedimento, ormai esautorato, Filippo Manci, e dalla consulente chiamata espressamente dalla Bocconi? «Innanzitutto la Asl non ha rilasciato un parere negativo. Non c’è stato alcun diniego, ma solo una istruttoria rigorosa che tende a migliorare la proposta, sia dal punto di vista tecnico che economico-finanziario. Ed è questo che ora andremo a fare».
Il presidente D’Alfonso ha infine raccomandato «l’estrema urgenza dell’espletamento di queste azioni al fine di chiudere la procedura entro la data indicata».
Arianna Iannotti
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