Si invaghisce di una 16enne e la perseguita

10 Maggio 2019

Lanciano. Chiesto il giudizio per un 27enne: si presentava davanti a scuola, poi le minacce al fidanzatino

LANCIANO. Lui aveva 26 anni, lei 16 e un fidanzatino. Lui la voleva tutta per sé anche se lei ha sempre detto che non gli interessava, che l’amore non era corrisposto, ma non si è arreso. Ha iniziato a perseguitarla con messaggi, appostamenti all’uscita di scuola. Poi ha iniziato a minacciare anche il suo fidanzatino. Alla fine lei, spaventata e stanca si è rivota alla polizia. Si può essere vittima di stalking anche a 16 anni. Ed è accaduto a una ragazza di Lanciano che ora vedrà il suo presunto persecutore finire davanti al giudice. Per S.S., 27enne lancianese, rappresentato dall’avvocato Sandro Mammarella, ci sarà l’udienza preliminare il 1° luglio prossimo visto che la procura ne ha chiesto il processo. A rappresentare la madre della ragazza, in quanto la figlia era minorenne, è l’avvocato Paolo Sisti. Secondo le indagini condotte dalla polizia del commissariato di Lanciano e coordinate dal procuratore capo Mirvana Di Serio, il 27enne per quasi un anno avrebbe perseguitato la ragazza. Le avrebbe inviato centinaia di messaggi in cui le diceva che “lei era che voleva” che “da quando l'aveva incontrata c’era solo lei nella sua vita”, che non “doveva fare la scema”, messaggi dolci in cui le augurava il buongiorno e la buonanotte ma altri in cui le chiedeva con insistenza di incontrarsi e che “lei era solo sua”. Non solo, si presentava con prepotenza all’uscita di scuola per costringerla a dargli ascolto. Lei cercava di allontanarsi, anche con le amiche. Ma lui insisteva e ha iniziato a minacciarla sempre di più quando la vedeva col fidanzato. Non accettava il rifiuto e, ha iniziato a prendersela anche con colui che riteneva essere la causa di questo amore non corrisposto: il fidanzato della 16enne. Ha così mandato messaggi al fidanzato dicendogli che non doveva mettersi con la ragazza, che aveva pagato una persona che lo avrebbe picchiato, che conosceva già la sua macchina. Un giorno ha inseguito l’auto con a bordo i due giovani, ha cercato di speronarla e i due si sono salvati solo perché si sono rifugiati nel parcheggio del commissariato di polizia. Messaggi minatori, appostamenti che sarebbero andati avanti dal marzo 2017 fino a gennaio 2018.
Ora sarà il giudice per le udienze preliminari a decidere se mandare a processo il 27enne o proscioglierlo dalle accuse.
Teresa Di Rocco
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