Si lanciò in macchina sulla folla: concessa la perizia psichiatrica

24 Gennaio 2023

Dal gup Nappi via libera agli accertamenti sulla capacità di intendere e di volere di Travaglini, 28 anni Il difensore Paone: ha avuto allucinazioni, quando sono finite è stato lui stesso a chiamare i carabinieri

LANCIANO. Sarà sottoposto a perizia psichiatrica Emanuele Travaglini, 28enne di Casoli rinchiuso nel carcere di Villa Stanazzo dal 13 settembre scorso con l’accusa di tentato omicidio per aver investito e ferito due pensionati con una Fiat Punto bianca lanciata a folle velocità su corso Trento e Trieste. La decisione nell’udienza preliminare di ieri da parte del giudice Giovanni Nappi che affiderà l’incarico il 20 febbraio prossimo allo psichiatra Danilo Montinaro.
L’UDIENZAVerificare se Travaglini è in grado di partecipare al processo, comprende quello che accade; stabilire se era in grado di intendere e di volere il giorno degli investimenti e se è un soggetto pericoloso. Sono questi i quesiti a cui deve rispondere lo psichiatra Montinaro a cui il giudice per le udienze preliminari affiderà l'incarico di eseguire una perizia psichiatrica su Travaglini, casolano. L’uomo è accusato di tentato omicidio. Una decisione, quella del giudice, che accoglie per metà la richiesta del difensore dell'imputato, Alberto Paone, del rito abbreviato condizionato alla perizia psichiatrica. All’esito della perizia si potranno poi chiedere riti alternativi. Maglione verde, tuta grigia, sguardo triste, Travaglini in aula ha ascoltato in silenzio le richieste del suo avvocato e la decisione del giudice. Lui stesso ha più volte chiesto di essere sottoposto a visita psichiatrica, mai effettuata stando agli atti del pm Serena Rossi.
LA PERIZIA«Sono felice che la perizia sia stata accettata», commenta l’avvocato Paone, «perché reputo che quello che è accaduto è la conseguenza di una situazione patologica. Travaglini ha problemi psichiatrici che vanno valutati, non ha e non aveva alcuna volontà omicidiaria: perché avrebbe dovuto uccidere persone che non conosceva? Non aveva moventi e non voleva intenzionalmente fare del male anche perché secondo lui stava sbattendo contro dei tavolini, non contro delle persone. Ha avuto un attacco di panico, allucinazioni che quando si sono attenuate lo hanno spinto a chiamare i carabinieri. È ancora dispiaciuto per il dolore causato. Ora è tranquillo perché in carcere è sottoposto a una terapia farmacologica. Credo debba essere curato in una struttura. Ho chiesto anche di verificare la sua compatibilità con il regime carcerario; il giudice la valuterà all’esito della perizia».
LA CORSAIn base alla ricostruzione della Procura e delle indagini dei carabinieri di Lanciano, Travaglini quel giorno era uscito di casa per andare al bar a fare colazione, poi si sarebbe ritrovato a Lanciano e avrebbe imboccato il Corso con la Punto del padre con cui vive, «perché doveva scappare». E nell’interrogatorio il 28enne ha raccontato quello che ha vissuto quel giorno; l’ansia crescente man mano che si avvicinava al Corso e la testa che scoppiava. «Era piena di voci, di rumori. C’è un’ombra che mi opprime, mi segue sempre. Poi c’erano luci accecanti», disse.
I PENSIONATIE nella sua folle corsa investì due pensionati, Gabriele Staniscia, 78 anni, rappresentato dall’avvocato Antonio Codagnone, che ebbe numerosi traumi, e Luciana Iavicoli, 68 anni, che riuscì a salvare il nipotino Federico di un anno e mezzo che era nel carrozzino che stava spingendo ma si ruppe il bacino. A rappresentare la donna il figlio, l’avvocato Pietro D’Ugo. «Seguiremo il processo come parte offesa, vogliamo capire come sono andati i fatti», spiega D’Ugo. «Mia madre deve ancora recuperare. A lei devo la salvezza di mio figlio ed essere qui a rappresentarla mi emoziona molto».
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