Si schianta con la moto e muore a 49 anni

1 Giugno 2020

Infermiere militare perde la guida del mezzo mentre va in gita con gli amici. Era stato a Piacenza per la fase 1 del Covid

RAIANO. Aveva sfidato il coronavirus, lavorando in prima linea nell’ospedale da campo realizzato a Piacenza, una delle città italiane più colpite dalla pandemia. «D’ora in avanti inizia la fase 2, quella motociclistica», aveva scritto qualche giorno fa sul suo profilo Facebook. Ieri Ottavio De Fazio, 49 anni, luogotenente infermiere dell’esercito in servizio ad Ascoli, è morto mentre stava percorrendo in sella alla sua motocicletta la Tiburtina Valeria, nel tratto che da Raiano porta nella Valle del Sagittario e poi ancora verso l’Abruzzo marsicano.
Stava affrontando una curva ampia nella zona del belvedere di Raiano quando, per cause in corso di accertamento, ha perso il controllo della sua Yamaha finendo prima contro il guardrail e poi ancora in mezzo alla carreggiata. Fatale per lui è stato l’impatto contro le barriere che delimitano la strada che gli hanno provocato un’emorragia interna: Ottavio non ha avuto scampo. Per i rilievi sono intervenuti i carabinieri della stazione di Raiano, mentre l’ambulanza della Croce Verde di Pratola Peligna e poi la squadra di operatori sanitari a bordo dell’elisoccorso del 118 hanno fatto l’impossibile per salvarlo. Ma ogni tentativo è risultato vano.
A prestare i primissimi soccorsi sono stati un automobilista che stava transitando proprio nel momento in cui il centauro sbandava e gli altri motociclisti che lo seguivano da vicino e che erano partiti con lui da Chieti, diretti verso Forca Caruso e Collarmele. Un percorso che è molto amato dagli appassionati delle moto per la tortuosità della strada che invita alla guida e al divertimento. Ma, nello stesso tempo, è un percorso che nasconde tantissime insidie: nel corso degli anni sono stati decine i centauri che sono morti in quell’anello di asfalto disegnato nell’Abruzzo interno. Constatato che per il luogotenente dell’esercito non c’era più niente da fare, i militari dell’Arma hanno ordinato il trasporto della salma nell’obitorio del cimitero di Corfinio, il comune più vicino al luogo dell’incidente dopo quello di Raiano che non dispone di una struttura per svolgere le operazioni medico legali. A dire il vero, in un primo momento, la salma doveva essere trasportata nell’obitorio dell’ospedale di Sulmona perché l’intenzione del sostituto procuratore Stefano Iafolla, di turno ieri mattina, era quella di ordinare l’autopsia. Ma, una volta accertata la dinamica dell’incidente e verificato che non c’erano altri mezzi coinvolti, il magistrato ha disposto una semplice ricognizione cadaverica per poi riconsegnare la salma ai familiari per la celebrazione dei funerali, in programma oggi alle 16 a Chieti, nella cattedrale di San Giustino.
Ottavio De Fazio, originario di Manduria, in provincia di Lecce, era molto conosciuto a Chieti e la notizia della sua morte ha lasciato nello sconforto tutti quanti gli volevano bene. Tanti i messaggi di cordoglio apparsi sui social con cui gli amici, ma anche semplici conoscenti, hanno voluto ricordare l’amico scomparso in un modo così tragico e repentino. Molti hanno scritto da Piacenza per ringraziarlo di tutto quello che aveva fatto nei giorni terribili del coronavirus, quando la città emiliana era un vero e proprio lazzaretto e lui è stato sempre in prima linea per salvare insieme agli altri operatori medici tante vite umane: «Addio, Ottavio, con te se ne va un grande eroe».
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