Si schianta in moto e muore a 26 anni

20 Ottobre 2024

Michael Luciani aveva aperto una pizzeria un mese fa. Nel 2018 anche il padre rimase vittima di un incidente stradale

CHIETI. È morto in un incidente stradale come il papà. Michael Luciani, per gli amici Michi, grande tifoso del Chieti calcio e ultrà della curva Volpi, aveva un sorriso contagioso e una determinazione nell’inseguire i sogni che solo la freschezza dei suoi 26 anni poteva dargli. Uno, forse quello più grande, lo aveva realizzato poco più di un mese fa, lo scorso 8 settembre: aprire un’attività tutta sua, al Tricalle. L’aveva chiamata “La pizzeria dello chef”, in ricordo del padre Francesco, che di mestiere faceva il cuoco e che «sarà per sempre il mio eroe in cucina e nella vita», scriveva orgoglioso sui social network.
Ma i sogni, le aspirazioni, il futuro di Michi si sono interrotti per sempre ieri, all’ora di pranzo, contro il maledetto guardrail sul quale si è schiantato con la sua moto di colore nero, una Yamaha Mt-09Z, mentre viaggiava verso lo Scalo sulla statale 656 dir Chieti-Val Pescara, per intenderci la rampa che collega la zona del Tricalle a via Colonnetta. A distanza di un paio di chilometri, il 20 aprile 2018, lungo la strada a scorrimento veloce per l’A24, era morto il papà Francesco, 50 anni, travolto e ammazzato da un marocchino ubriaco che guidava il suo camion dopo aver bevuto quasi cinque volte oltre il consentito. Michi, invece, ha perso il controllo della moto in un tratto in discesa, in curva, forse per colpa dell’asfalto viscido a causa della pioggia che, proprio in quei minuti, si stava facendo più insistente. I soccorsi sono scattati immediatamente. Quando sul posto si sono precipitati gli operatori del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri della sezione radiomobile della compagnia di Chieti, era ancora vivo. Ma ogni speranza è andata in frantumi un’ora dopo, nella sala operatoria dell’ospedale Santissima Annunziata, dov’era stato portato in un disperato tentativo di bloccare un’emorragia interna devastante. Non essendoci responsabilità da accertare (nessun altro veicolo è rimasto coinvolto nell’incidente), il pubblico ministero Giancarlo Ciani non ha ritenuto necessaria l’autopsia.
Già nel pomeriggio gli ultrà della curva Volpi hanno raggiunto l’obitorio per esporre uno striscione («Michi per sempre») e stringersi intorno alla mamma Teresa Castorani, alla sorella Carlotta, alla fidanzata Vissia. Una città intera gli darà l’ultimo saluto domani, alle 16, nella chiesa di San Francesco Caracciolo, al Tricalle, prima dell’ultimo, breve viaggio verso il cimitero, dove riposerà accanto al suo «eroe». A distanza di sei anni e mezzo, uniti dallo stesso destino. Insieme e per sempre.
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