Si spaccia per avvocato e truffa negoziante per 15mila euro
LANCIANO. Si è spacciato per avvocato e ha “spillato” alla vittima, di cui era diventato amico e confidente, tra consulenze legali e richieste di favori, circa 15mila euro. E sarebbe riuscito...
LANCIANO. Si è spacciato per avvocato e ha “spillato” alla vittima, di cui era diventato amico e confidente, tra consulenze legali e richieste di favori, circa 15mila euro. E sarebbe riuscito nella truffa a un commerciante di Lanciano ancora di più, se proprio a causa di una consulenza legale sbagliata, non si fosse scoperta la vera identità del falso avvocato “Giuseppe Schiavetti”, che in realtà si chiama Giuseppe Lopez, ha 45 anni, ed è di Lanciano. Lopez è stato condannato per truffa dal giudice onorario Vincenzo Chielli, a 8 mesi di reclusione, 300 euro di multa e al risarcimento danni in favore della parte civile, rappresentata dal avvocato Paolo Sisti, di 15mila euro.
I fatti risalgono a 4 anni fa, a quando il commerciante conosce Lopez grazie alla sua attività. Diventano amici e e parlando Lopez gli dice, come riporta il capo di accusa, di chiamarsi Giuseppe Schiavetti e di essere un avvocato collaboratore dello studio legale Del Ponte-Nisco di Ferrara. Il commerciante, che vede spesso Lopez andare in tribunale, ma non perché avvocato bensì per problemi giudiziari, gli crede. A fine gennaio 2011 Lopez si presenta al negozio dicendo di aver perso la carta di credito e gli chiede “mille euro in prestito per ritirare degli importati atti giudiziari”. Il commerciante glieli da. È una cartella esattoriale di Equitalia da 15mila euro arrivata al cognato a spingere pochi giorni dopo il commerciante a rivolgersi all’amico-avvocato che dice di risolvere il problema con soli 4 mila euro. Anche in questo caso il commerciante paga la “parcella”. In uno dei giorni che Lopez passa nel negozio dell’amico, si sente male. Viene accompagnato al Pronto soccorso. Qui si scopre che il vero nome dell’uomo non è Schiavetti. «Ma è riuscito», spiega l’avvocato Sisti, «a cavarsela anche in quel caso. Ha spiegato al mio assistito di usare il cognome della madre perché con il padre ha avuto un rapporti conflittuali, si vergognava di lui che gli aveva lasciato molti debiti. Che succede? Lopez ottiene dall’amico 8.500 euro per saldare i debiti del padre. Poi altri 445 per l’acquisto di vestiti e 750 euro per le spese legali della separazione della sorella». Ma è qui che commette l’errore. La errata consulenza data alla sorella porta questa a rivolgersi in malo modo all’avvocato che la stava difendendo che, sentita la storia, la mette in guardia. Capito l’inganno, al commerciante non è rimasto altro che troncare l’amicizia e denunciare l’uomo. (t.d.r.)
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