Si stacca il lampadario Paura per madre e figlio

LANCIANO. Poteva finire in tragedia la caduta di uno dei pesanti lampadari che illuminano e adornano i Portici comunali, crollato a terra in mezzo a una 50ina di persone che sostavano sotto le volte...
LANCIANO. Poteva finire in tragedia la caduta di uno dei pesanti lampadari che illuminano e adornano i Portici comunali, crollato a terra in mezzo a una 50ina di persone che sostavano sotto le volte del Corso e nel vicino bar. Attorno alle 14, ora di punta nel frequentato Caffè ai portici, il supporto che regge il pesante lampadario in ghisa ha ceduto, facendo schiantare la struttura in mezzo alle persone di passaggio e ai tavolini del bar. Per pochi secondi il lampadario non ha preso in pieno una mamma che con il figlio di 11 anni stava andando a prendere un gelato. È stato solo per una fortunata frazione di secondi che si è evitata la tragedia. «Ricordo solo di aver visto Claudio (Ucci, titolare del locale, ndc) che si metteva le mani in testa con aria atterrita», racconta la mamma ancora molto scossa, «ho sentito un tonfo fortissimo. Il primo pensiero è andato a mio figlio che era a pochissimi centimetri dal lampadario crollato».
La donna spiega che, dopo aver preso il bambino da scuola, proprio per desiderio del figlio avevano deciso di saltare il pranzo e prendere un gelato approfittando della temperatura mite della giornata. Come lei anche altri avventori si trovavano nei pressi del bar, chi per un caffè, chi in pausa pranzo. «Il rumore è stato così forte», prosegue la mamma, «che la cameriera ha pensato ad una bomba. Io e mio figlio siamo vivi per miracolo. Ringrazio Claudio che ci ha accolti e ristorati: per diversi minuti ho avuto il cuore che batteva all’impazzata. Fortunatamente non siamo stati presi né dai vetri né di striscio dal lampadario». «Sono scioccato», commenta Ucci, «poteva davvero essere una tragedia: a quell’ora i Portici sono sempre molto frequentati. Questi lampadari se non perfettamente revisionati possono essere molto pericolosi, perché sono vecchi e soggetti alle intemperie». Anche la signora fa appello al Comune: «Non si può rischiare la vita così. Chi di dovere deve provvedere alla sicurezza dei cittadini». (d.d.l.)

