«Siamo costretti a rapinare per la crisi»

Blitz con la pistola all’ufficio postale, due malviventi legano la direttrice e l’impiegata poi fuggono con ventimila euro
LANCIANO. Le hanno minacciate con due pistole, poi legate alle sedie. Hanno detto loro di stare calme, che «non le avrebbero toccate, che rubavano per necessità». Hanno preso infine i soldi, circa 20.000, e sono fuggiti. E' la rapina a mano armata avvenuta ieri intorno alle 8, all'ufficio postale di via Sigismondi nel quartiere Santa Rita.
Due rapinatori, col volto semicoperto da un cappello, hanno atteso davanti al piccolo slargo dell'ufficio postale che arrivassero la direttrice, Patrizia Ranieri e la dipendente, Filomena Lannutti. Appena le donne sono arrivate, alle 7.55 si sono avvicinati. La direttrice vedendoli ha detto loro che l'apertura dell'ufficio era alle 8.20, per tutta risposta i due hanno tirato fuori le pistole e gliele hanno puntate contro. «Siamo brava gente, non vogliamo fare del male. Rubiamo per colpa della crisi», hanno detto i rapinatori alle donne, per farle stare calme.
E dovevano restare calme visto che, oltre alle pistole- non si sa se vere o giocattolo- le due sono state legate alle sedie. Con dei fili da elettricista i malviventi hanno stretto polsi e caviglie, tanto che hanno riportato delle escoriazioni. «Che ti importa se rubiamo questi soldi? Mica sono tuoi, sono dello Stato» hanno aggiunto i rapinatori. Aperta la cassaforte hanno preso i soldi, 20.000 euro, li hanno infilati in una busta e sono fuggiti. A lanciare l'allarme è stato il primo cliente arrivato alle poste intorno alle 8,20. Sul posto sono arrivati carabinieri, polizia e un'ambulanza. A seguire le indagini sono i carabinieri, mentre la polstrada ha fatto dei posti di blocco anche verso l'autostrada. Il 118 si è occupato delle due donne. «Sono sotto choc "ha detto il marito della Lannutti accorso preoccupato all'ufficio «comprensibile visto che sono state minacciate con una pistola e legat».
«Le indagini sono in corso» spiega il capitano dei carabinieri Massimo Capobianco «stiamo analizzando anche i filmati delle telecamere interne all'ufficio. Sono stati fatti i rilievi per cercare impronte e particolari utili alle indagini. Dal racconto delle donne i due rapinatori, italiani, senza inflessioni dialettali particolari, hanno atteso davanti all'ufficio che arrivassero. Appena scese dalle auto le hanno minacciate con due pistole». Appena aperta la cassaforte si sono dileguati. Sicuramente c'era un complice ad attenderli in auto fuori dall'ufficio davvero piccolo, con appena tre sportelli. Probabile che da via Sigismondi si siano diretti verso l'autostrada non molto distante.

