«Siamo ormai al dissesto» L’accusa dell’opposizione

Troiano, Argenio e Sablone chiedono una commissione sui buchi di bilancio Rispoli: il sindaco sveli i debiti con Aca, Formula Ambiente, Chieti Solidale e Deco
CHIETI. A quanto ammontano davvero i debiti del Comune? Se lo chiedono a più riprese sia i consiglieri di maggioranza che soprattutto quelli di opposizione. E lo spettro del dissesto per molti diventa sempre più reale.
I rappresentanti dei gruppi “Chieti. Da capo”, Mario Troiano, M5S, Ottavio Argenio, Centro democratico, Renata Sablone, ieri mattina hanno presentato una richiesta scritta ai presidenti del consiglio comunale, Liberato Aceto, e della commissione bilancio, Marco D’Ingiullo, perché venga convocata una seduta di commissione «per esaminare la situazione economico-finanziaria». Alla seduta hanno chiesto che partecipasse il segretario generale e collegio dei revisori dei conti. La stessa richiesta di avere chiarezza è arrivata anche dal consigliere di maggioranza Maurizio Costa (FI).
Il gruppo “Chieti. Da capo”, che oltre a Troiano è composto anche da Stefano Rispoli ed Enrico Raimondi, aveva anche consegnato la scorsa settimana una interrogazione consiliare per fare luce sulla situazione debitoria dell’ente. L’interrogazione è a risposta scritta, i termini per rispondere scadono a giorni ma al momento non è arrivata alcuna risposta. I punti critici sollevati dal documento riguardavano i debiti con il consorzio di bonifica Centro, quelli con la Deco che gestisce la discarica di Casoni, il decreto ingiuntivo da circa 8 milioni ricevuto dall’Aca (per forniture idriche non pagate da circa un anno), gli oltre 5 milioni dovuti a Formula Ambiente e gli oltre 5 dovuti a Chieti Solidale.
«Certo dobbiamo esaminare bene le carte, ma penso che tutti abbiamo la percezione di essere al dissesto», dice il capogruppo di Giustizia sociale, Bruno Di Paolo, «si sta ancora cercando di coprirlo. Ci è sempre stato detto che era tutto sotto controllo e ora si scopre che non è così. Il sindaco Umberto Di Primio non può continuare a giocare sulla pelle delle famiglie e dei lavoratori. A Chieti una situazione del genere non si era mai vista: non era mai successo che i dipendenti di diverse aziende lamentassero problemi di stipendio a causa dei mancati pagamenti del Comune. Il sindaco dovrebbe ora spiegare che fine hanno fatto i soldi incassati della Tari e quelli delle mense scolastiche, visto che da settembre non corrisponde più nulla alle aziende che gestiscono questi servizi, nonostante i cittadini continuino a pagarli». «Da anni inviamo documenti alla Corte dei conti e al prefetto sulla situazione drammatica dei conti», aggiunge il capogruppo di “Chieti per Chieti” Luigi Febo, «quattro anni fa o anche tre anni fa, chiedevamo al Comune di cambiare rotta, altrimenti saremmo finiti in dissesto. Ora ritengo che non sia più evitabile».

