«Siamo pronti a trattare ma non cediamo»

20 Giugno 2019

Forza Italia rilancia le sue condizioni: via Di Biase e 48 assunzioni, Di Primio scelga con chi fare accordi

CHIETI. Forza Italia non arretra. La posizione non cambia di una virgola: pronti a trattare ma solo ripartendo dalle cinque controdeduzioni al Dup (Documento unico di programmazione) e dal caso Di Biase. Il capogruppo Marco D’Ingiullo e i consiglieri Emiliano Vitale, Maurizio Costa, Maura Micomonaco ed Elisabetta Fusilli sono tornati ieri all’attacco. Tre di loro, l’ex assessore D’Ingiullo, Costa e Vitale, sono stati a fianco di Umberto Di Primio per nove anni, partendo dalla precedente consiliatura: il sentirsi chiamare «vigliacchi» e «ricattatori» non gli è andata giù. Hanno sempre votato anche i «bilanci preconfezionati» (termine utilizzato da D’Ingiullo per dire che non hanno potuto dare il loro apporto alla stesura del documento contabile). Ma ora la misura è colma: «L’atteggiamento provocatorio e presuntuoso del sindaco», dice la Micomonaco, non può essere più tollerato. I cinque dicono no ai «giochi da vecchia politica» (il riferimento è all’appoggio offerto da tre consiglieri d’opposizione): «Il sindaco scelga con chi trattare per approvare questo bilancio, se con noi del centrodestra o con l’opposizione».
Queste le cinque richieste fatte al sindaco nelle controdeduzioni al Dup: no al maxi taglio per Teateservizi e stabilizzazione di 48 precari; più soldi al Marrucino; più cura delle case popolari; indagini sulla frana di via Gran Sasso; il varo del piano commercio. A questi cinque punti va aggiunto il caso Carla Di Biase: «Un assessore che non ha prodotto nulla», tuona Vitale, «abbiamo posto questo problema non da ora, ma da qualche anno». Come a dire che nella faccenda non c’entra nulla la questione della candidatura alle regionali che avrebbe suscitato critiche da parte dell’assessore regionale Mauro Febbo.
Tra le condizioni dettate, due sono prioritarie: la salvezza di Teateservizi e Di Biase fuori dalla giunta. Per quanto riguarda la società pubblica che si occupa di tributi, piscina e cimitero, il sindaco dice di essere d’accordo sulla stabilizzazione e di aver dato già indirizzo in questo senso. Un indirizzo che però, spiega Costa, «è rimasto troppo generico». Ma Di Primio è stato chiaro nel dire che il Comune non può assumersi anche la responsabilità di stabilire come fare le assunzioni, soprattutto di fronte a un parere legale fatto chiedere da Teateservizi secondo cui il concorso vinto dai 18 lavoratori del settore tributi non sarebbe più valido. (a.i.)