«Siamo stanchi ma non molliamo»

I volontari di protezione civile del Not festeggiano 16 anni di attività: sempre pronti
CHIETI. Compleanno faticoso per l’associazione di protezione civile Not, il Nucleo operativo Teate diretto da Antonio Mancini che compie oggi 16 anni di attività. L’anniversario arriva in un momento difficile: «Stiamo combattendo il coronavirus ormai da un anno», dice Mancini, «da quando a marzo scorso è stato aperto il Coc, il Centro operativo comunale per far fronte all’emergenza sanitaria». Attraverso il Coc, i volontari di protezione civile del Not, come quelli delle altre associazioni che vi aderiscono, si occupano dei servizi del pronto spesa e pronto farmaco. «Portiamo a casa dei positivi al Covid o di quelli che sono in quarantena sia la spesa che le medicine», spiega Mancini, «il servizio è gratuito, l’utente paga solo l’ammontare della spesa per i farmaci o il cibo».
Mancini è anche la persona che all’interno del Coc coordina la funzione relativa ai volontari delle tante associazioni di protezione civile che si sono messe a disposizione della struttura comunale, mai così importante come in questa fase. Ma finora Chieti non aveva ancora sperimentato, come sta facendo in questi giorni, la forza della pandemia. E così gli sforzi sono raddoppiati. Le associazioni di protezione civile sono state chiamate a dare un aiuto fattivo nella realizzazione dello screening con i tamponi rapidi di massa partiti tre settimane fa. Da allora i volontari del Not sono stati stanziati al palaUda dove sono continuati gli screening anche dopo la fine di quelli comunali, prima con l’università d’Annunzio e poi con la Asl. L’unica costante, nel personale utilizzato, è stata proprio quella del Not: sempre presente, in prima fila a organizzare l’arrivo della popolazione che voleva essere sottoposta a tampone. E ora che lo screening al palaUda è finito, il Not è stato chiamato a dare una mano anche nella campagna di vaccinazione dell’università, nel corso della prossima settimana, e di nuovo nello screening comunale il 6 e 7 marzo. «Siamo stanchi, abbiamo paura del virus, ma andiamo avanti», dice Mancini. (a.i.)

