Sicurezza, 52 Comuni chiedono le telecamere
La metà dei centri della provincia si candida per i fondi ministeriali. Chieti vuole 80 dispositivi
CHIETI. La metà dei Comuni chietini ha aderito ai Patti per la sicurezza proposti dal ministero dell’Interno attraverso la prefettura: 52 Comuni su 104, Chieti compresa, hanno fatto richiesta di un sistema di videosorveglianza da attivare con fondi statali. Il bando è stato fortemente caldeggiato dalla prefettura con apposite circolari e riunioni sul territorio. «Abbiamo lavorato molto, ma alla fine abbiamo ottenuto un buon risultato», commenta il prefetto Antonio Corona. Non tutti i progetti arrivati erano a posto. Alcuni sono stati giudicati lacunosi e i Comuni sono stati invitati a risistemarli. Solo dopo hanno avuto l’approvazione di un comitato ad hoc e sono stati alla fine presentati.
La prefettura sta ora per inviare al ministero tutti i 52 progetti di videosorveglianza che dovranno essere a Roma entro il 30 agosto.
Chieti ha partecipato con un progetto da 80 telecamere. Se il progetto riceverà i finanziamenti ministeriali, gli occhi elettronici verranno installati nelle zone più a rischio. Secondo il progetto le telecamere dovranno essere montate alla villa comunale, in via Toppi e via degli Agostiniani, in piazza Paolo IV, in piazzale Marconi, nel sottopasso e nelle aree limitrofe di Madonna delle Piane e nei pressi di tutte le scuole comunali. Sono infatti queste, secondo il Comune, le «aree maggiormente interessate da situazioni di degrado e illegalità».
«Tali aree», recita una delibera approvata dalla giunta del sindaco Umberto Di Primio, «si caratterizzano per la presenza di chiese, monumenti, plessi scolastici: sono aree a prevalente vocazione turistica e ricche di locali notturni ma si prestano anche a situazioni di degrado urbano, a fenomeni di abusivismo commerciale, di occupazioni abusive ed esposti a reati predatori. Si rende necessario, quindi, provvedere per la prevenzione e il contrasto della criminalità all’installazione e al potenziamento dei sistemi di videosorveglianza».

