Sicurezza nel mondo del lavoro: il Premio Di Donato non c’è più

10 Settembre 2023

L’ultima edizione del bando, andato avanti per sette anni, si è fermato con la giunta del 2019 In giuria nomi di prestigio così come i vincitori. La manifestazione dedicata allo scrittore operaio 

TARANTA PELIGNA. È solo un ricordo il premio intitolato a Pietro Di Donato dedicato al giornalismo sulla sicurezza nel mondo del lavoro che sarebbe quanto più attuale tenendo conto anche della recente tragedia di Brandizzo, con le sue cinque vittime sul lavoro. Iniziativa andata avanti per sette anni, dovuta all’intuito e intraprendenza dell’ex sindaco Marcello Di Martino che aveva fatto assurgere il paese di Taranta a livello nazionale. È lo stesso Di Martino ad affermare con amarezza: «La nuova amministrazione, insediatasi nella primavera del 2019, ha deciso di non dare seguito all’iniziativa. Il premio è così fermo a quell’anno. Scelta chiaramente non condivisibile, chiaro segnale di non voler più allargare gli orizzonti di azione e di relegare, ineluttabilmente, la piccola realtà di Taranta, tanto feconda negli anni passati», puntualizza l’ex sindaco, «ad una pericolosa marginalità. Per non bastare, anche il vessillo che, unico nel suo genere di monumento, ricordava, dignitosamente accomunati, morti in guerra e sul lavoro, è stato mutilato. Dando così, non solo metaforicamente», conclude l’ex sindaco, «un taglio al tema della sicurezza nei luoghi di lavoro e alle sue più svariate forme di rappresentazione e sensibilizzazione. Meritano di essere ricordati e ringraziati per disponibilità e impegno, quali membri della giuria del Premio, Fausto Bertinotti, Tiziano Treu, Lucia Annunziata, Giuseppe Giulietti, Franco Bettoni e Nicola Negri».
Il sindaco, Gian Paolo Rosato, che di Di Martino è stato vicesindaco, risponde con alcune stoccate: «Bene la memoria collettiva, ma mi preoccupa la memoria a breve termine», commenta Rosato, «avendo lavorato al premio anche io in tutte le edizioni, ricordo le ultime riunioni dell'amministrazione in cui Di Martino, nel 2018, diceva che il premio andava staccato dall'amministrazione, che doveva restare partner. Un po' per il Covid, un po' per essere coerente con questa volontà dell'ideatore, in questi anni abbiamo lavorato ad altre iniziative sociali, con maggiore successo, rispetto alle ultime edizioni del Premio un po’ "stanche". Siamo pronti sin da domani», conclude il sindaco, «a riprendere la collaborazione con chi volesse ripetere l'esperienza, solo raccomandando di pensare davvero alla tematica drammatica delle morti sul lavoro».
Il premio, patrocinato dal Presidente della Repubblica, sostenuto da Inail, Anmil, Fnsi, Anci, Ordine dei giornalisti, Cia ed Enel, ha visto, dal 2011 al 2018, premiati i giornalisti: Alessio Zucchini, Santo Della Volpe, Claudio Pappaianni, Valentina Petrini, Danilo Lupo, Marco Menduni, Liza Boschin, Massimiliano Coccia, Alessandro Leogrande e altri.
Pietro Di Donato nasce il 3 aprile del 1911 nel New Jersey da genitori abruzzesi. La nonna era di Taranta Peligna e gli darà il cognome. Il venerdì santo del 1923 il padre Geremia, capomastro di un cantiere edile, perde la vita in un incidente sul lavoro. Nel 1939 viene pubblicato il suo primo romanzo “Christ in concrete” che racconta la tragica morte del padre Geremia. Il libro viene prontamente definito «uno dei più grandi romanzi proletari di tutti i tempi» dalla critica contemporanea.
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