Sider Vasto, lavoratori in ferie obbligate
Il caso della cassa integrazione in deroga scaduta il 30 giugno: l’azienda mette tutti in vacanza
VASTO. Da ieri sono in ferie per una settimana. I sindacati le hanno definite "ferie strategiche" per dare tempo alla Regione di trovare il modo per prorogare gli ammortizzatori sociali ai 54 lavoratori della Sider Vasto. Il 30 giugno è scaduta anche la cassa integrazione in deroga. Fallita la riconversione, nel futuro dei dipendenti c'è solo la mobilità. Ieri la fabbrica siderurgica di Punta Penna era ferma. Solo un operaio addetto alla manutenzione ha timbrato il cartellino. Non sono mancati rimproveri ai sindacati, assenti al sit-in e colpevoli, a parere di alcuni lavoratori, di essere stati troppo indulgenti, accomodanti e poco battaglieri con i politici e nelle sedi opportune. L'azienda una settimana fa ha chiesto la mobilità per 15 lavoratori. Cgil, Cisl e Uil sperano che venga rifinanziata la cassa integrazione in deroga. Ieri mattina le protagoniste del sit-in davanti alla fabbrica sono state la rabbia e la paura. Sentimenti che in questo periodo accomunano molti lavoratori del Vastese. Duemila i posti di lavoro persi in un anno.
«Ci sentiamo abbandonati da tutti», hanno commentato ieri alcuni operai. Un anno fa dopo il primo sit-in fuori dai cancelli la soluzione sembrava vicina. I fatti dimostrano l'esatto contrario. E le famiglie sono disperate.
C'è chi è costretto a negare i soldi per il gelato al proprio figlio e chi per pagare le bollette è costretto a fare i salti mortali. La protesta di ieri nasce dal timore di restare presto senza reddito.
I rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil, Mario Codagnone, Claudio Musacchio e Angelo De Luca stanno facendo il possibile per trovare soluzioni.
«I lavoratori non saranno lasciati soli», ripete Codagnone. «Va trovata una soluzione per salvare questa azienda. Anche un solo posto di lavoro va salvato», ripetono Cgil,Cisl e Uil, «la politica e le istituzioni non possono più rimanere in silenzio».
Il tempo a disposizione è davvero poco: una settimana. Entro le prossime 48 ore dovrebbero già esserci notizie in arrivo da Pescara. «Anche il sindaco Luciano Lapenna insieme al presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio sta cercando di aiutare i 54 operai. «Hanno perso troppo tempo prima», annota con amarezza qualche lavoratore.
Paola Calvano
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